PIÙ SEVERITÀ - Nel corso della campagna elettorale per la carica di sindaco della città di Torino, l’allora candidato del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, aveva promesso agli elettori di inasprire i controlli e lanciare una campagna di tolleranza zero contro il fenomeno della sosta selvaggia, molto frequente su alcune vie o nei quartieri dove maggiore è il numero di attività commerciali. Appendino è stata eletta nel giugno 2016 e ora tiene fede all’impegno, annunciando su internet di voler arginare il fenomeno tramite controlli molto più rigidi e continui. Il sindaco si è consultato sull’argomento con il comandante dei Vigili Urbani della città, Alberto Gregnanini, che aiuterà Appendino nella sua “battaglia”. Non per altro motivo, secondo quanto riferisce il quotidiano La Stampa, le multe elevate ad ottobre sono state il 15% in più rispetto allo stesso mese del 2015.
I RESIDENTI NON CI STANNO - Il sindaco ha promesso inoltre di voler fornire alternative all’utilizzo delle automobili, per esempio realizzando una rete di piste ciclabili migliore o liberando il passaggio ai mezzi pubblici, spesso ostruiti da automobili parcheggiate nelle corsie a loro riservate. L’impegno di Appendino si scontra però con le resistenze di alcune persone, che la accusano di voler solo far cassa, come testimonia l’esempio raccontato dal quotidiano La Stampa: martedì un gruppo di residenti del quartiere Campidoglio ha costretto alcuni agenti del corpo dei Vigili Urbani a terminare il giro dei controlli. Il giorno dopo sono apparsi numerosi volantini, con i quali si invitano gli abitanti della zona a manifestare contro l’assenza di parcheggi ed i troppi controlli.

























