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Variante di Valico, pericolo frane?

24 marzo 2014

Il Fatto Quotidiano denuncia: nella nuova galleria Sparvo viene giù il calcestruzzo. Mentre il tunnel Val di Sambro ha incominciato a spostarsi...

Variante di Valico, pericolo frane?
20 ANNI DI LAVORI - La Variante di Valico rischia di non vedere mai la luce: a lanciare l’allarme è il Fatto Quotidiano, in edicola il 22 marzo scorso. Parliamo del tratto autostradale, in fase di costruzione, da Barberino di Mugello (Firenze) a Sasso Marconi (Bologna), 65,8 chilometri di lunghezza complessiva. 20 anni di lavori per il tracciato bis dell’autostrada del Sole sull’Appennino tosco-emiliano, pensato per sgravare di traffico il tratto appenninico dell’A1, tra Bologna Casalecchio e Barberino, che registra picchi di 89.000 veicoli al giorno, con punte di quasi 25.000 camion e pullman. Il problema, denuncia il giornale, è che le gallerie franano: non c’è solo il rischio che si debbano preventivare almeno altri cinque anni di lavori, ma anche che della Variante non si veda mai più la fine. 
 
CHI PAGHERÀ? - C’è il pericolo, dice il Fatto, che la Variante possa essere addirittura chiusa prima del taglio del nastro, nonostante nel frattempo i costi siano aumentati di oltre mezzo miliardo di euro: “Soldi al momento divisi tra privati, i Benetton concessionari dell’autostrada e i costruttori Toto e Caltagirone (con la società Vianini), più Profacta: ma che prima o poi, trattandosi di una tratta a pagamento, saranno scaricati sugli automobilisti attraverso i pedaggi”.
 
LE DUE GALLERIE - In quelle montagne, continua il quotidiano, sono state costruite due gallerie (la Val di Sambro, completata, e la Sparvo, finita da poco), pur sapendo fin dal primo giorno che la tenuta di quei manufatti sarebbe stata un gigantesco punto interrogativo. E che c’era perfino la possibilità che prima o poi entrambe le gallerie potessero diventare inutilizzabili. “Quei tunnel - denuncia il Fatto – sono pressati da frane lente, inesorabili e devastanti, di milioni di metri cubi di terra e rocce. Il movimento della montagna ha toccato prima la Val di Sambro spingendola di lato e facendole correre il rischio di portarla fuori asse rispetto al tracciato stradale all’aperto. La frana che si è messa in moto è così enorme che anche i paesi vicini, Ripoli di Sotto e Santa Maria Maddalena, hanno cominciato a spostarsi come presi per mano da un gigante”. Ora tocca alla Sparvo, che si trova un po’ più a sud, verso Firenze. “Implacabile, la montagna si sta prendendo la rivincita: pressati dalla frana, nella Sparvo stanno saltando i rivestimenti in calcestruzzo della volta della canna nord, per una lunghezza di 350 metri circa”. 
 
AUTOSTRADE NON RISPONDE - AlVolante ha voluto sentire una delle parti direttamente interessate, Autostrade per l’Italia, che però non ha voluto commentare. Anche se non è da escludere che una replica arrivi nelle prossime ore.


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Ritratto di TurboCobra11
24 marzo 2014 - 19:09
Già delle imprese costruttrici mi pare si sia parlato per altre vicende in programmi di inchiesta come Report o Presa Diretta. Il problema è che nessuno pagherà, nè i danni, immani perchè stanno tirando giù mezza montagna con dei paesi sopra, ne penalmente e personalmente, perchè qualora questo sia vero, i processi che ne potranno venir fuori, arriveranno fra 10 anni e le società saranno già liquidate salvo ricomparire con altro nome e senza collegamenti e le persone saranno o scappate, o immuni o prescritte. In un paese normale non sarebbe nemmeno necessaria la variante di valico, perchè si potrebbe puntare di più sul trasporto su ferro e anche su quello marittimo, visto che siamo una penisola, anche se in questo caso centra relativamente, ma soprattutto la Orte Cesena Ravenna, se rifatta adeguandola da mulattiera a 2 corsie a superstrada o autostrada a regola d'arte e prolungata fino a Venezia, toglierebbe molto traffico non solo dalla Bologna Firenze ma anche al caotico nodo di Bologna. Ma tanto è il solito magna magna, e alla fine un opera incompiuta, miliardi persi, nessun colpevole e una montagna martoriata e viva l'Italia. Che tristezza, che vergogna...
Ritratto di Gigio81
25 marzo 2014 - 11:34
Bravissimo, concordo in pieno. Purtroppo è tutto vero...
Ritratto di ThisTheAviator
24 marzo 2014 - 19:25
Madonna che schifo,dovrebbero vergognarsi le società che hanno costruito queste opere che poi si sfondano,che tra l'altro sono pure indagate.
Ritratto di Mattia Bertero
24 marzo 2014 - 19:58
3
Come sempre i lavori sulle autostrade italiane vanno a rilento da tutte le parti praticamente. Il fatto che mi fa più arrabbiare è quello che si è iniziato a costruire, manovrando terreno, stravolgendo paesaggi per poi non terminare l'opera per via di qualche problema di natura geologica. Non si potevano fare controlli prima di iniziare a costruire?? Quelle rocce sono li da decine e centinaia di migliaia di anni ed hanno mantenuto le stesse caratteristiche geologiche di quando si sono sedimentate li. Non si potevano fare determinati controlli 20 anni fa? Poi le case della povera gente intorno ai cantieri stanno andando giù... Questo mi fa ancora di più arrabbiare che sempre i poveracci ci rimettono...
Ritratto di onavli§46
25 marzo 2014 - 12:53
"irrisolvibili" peraltro annose sulle varie percorrenze delle Società che gestiscono i tronchi autostradali, sono frequentissime ed inspiegabili (se così vogliamo dire). Probabilmente, non è incuria professionale, è invece proprio un sistema "tangentistico operativo", cui permette alla Ditte in appalto di avere una continuità operativa inconcludente, ed il resto della "compagnia", avere invece una spesa continuata e raggirata pur sempre allo Stato. Con le tecnologie esistenti oggi, ma già da parecchi anni, è quasi impossibile non poter attuare simili vie di transito prima, durante e dopo il progetto. Però il problema è annoso, e ne cito uno di mia specifica conoscenza, che con la "manutenzione" costante e continua, ci convive da almeno 20/25 anni. Autostrada A7, percorrenza da Genova per Milano, galleria al Km 22, prima dell'uscita Casello Busalla. dal periodo ivi sopra citato, costantemente si svolgono operazioni di ripristino per infiltrazioni d'acqua, all'interno della galleria, con copiosa affluenza d'acqua sul manto stradale. Ebbene, la soluzione migliore che pratica la Società Autostrada, è quella di aver impiantato con Ditta in appalto, un cantiere permanente, per ovviare alle infiltrazioni con iniezioni di calcestruzzo. Detto tutto. Mentre per la variante di valico citata in articolo, nella migliore delle ipotesi, non verrà neppure messa in funzione.
Ritratto di mArCo1928
26 marzo 2014 - 15:23
Toto, scavo da record sulla A1: completata la galleria Sparvo Un altro passo per il completamento della Variante di Valico dell’autostrada A1 è stato compiuto. È stato abbattuto l’ultimo diaframma del tunnel in carreggiata sud della galleria Sparvo, e la Toto Costruzioni Generali ha stabilito un primato mondiale: scavati e rivestiti tutti i 2.600 metri in appena 8 mesi"

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