IN MANI AMERICANE - Con la cessione iniziale del 18,7% del capitale societario, la Capital Partners CVC ha avviato la vendita della società Formule One che gestisce il business del campionato della massima serie automobilistica, alla americana Liberty Media. La Liberty Media Group è una società con sede in Colorado che opera a livello globale nel settore delle telecomunicazioni, nel cinema, nelle radio e nella televisione. La transazione prevede il pagamento di 746 milioni di dollari (663 milioni di euro). Per il completamento della vendita l’accordo tra le parti prevede poi l’emissione di nuove azioni Liberty Media che andranno ai soci CVC. Il comunicato ufficiale delle due parti contiene anche la valutazione della Formula One fatta alla base dell’operazione: 8 miliardi di dollari (7,1 miliardi di euro) debiti compresi, e 4,4 miliardi di dollari (3,9 miliardi di euro) sotraendo i debiti.
ENTRO IL PRIMO TRIMESTRE 2017 - Il completamento del passaggio di proprietà della Formula One è previsto entro il primo trimestre del 2017, dopo l’approvazione da parte dell’assemblea dei soci della Liberty Media e anche della FIA-Federation Internationale de l’Automobile, a cui fa capo la titolarità del campionato del mondo di Formula 1. Al termine dell’operazione gli azionisti CVC (Ecclestone) avranno ricevuto 1,1 miliardi di dollari in denaro, 138 milioni di dollari in nuove azioni Liberty Media e 351 milioni di obbligazioni emesse dalla Formula One e scambiabili in azioni Liberty Media.
ECCLESTONE RIMANE PER TRE ANNI - La società Formula One continuerà ad avere la sua base a Londra. La Liberty Media Group cambierà nome in Formula One Group. Per quel che riguarda il management, lo stesso comunicato ufficiale afferma che Bernie Ecclestone manterrà la carica di Chief Executive Officer (amministratore delegato) per tre anni. Presidente della società sarà Chase Carey, manager di provenienza del gruppo americano. Si vedrà come i nuovi proprietari del “Circus” gestiranno la massima formula automobilistica, intanto appare curioso, se non altro, che l’acquirente sia una società americana, dal momento che notoriamente il bacino in cui la Formula 1 è meno popolare è proprio quello statunitense. Non stupirebbe se la nuova proprietà lavorasse per far crescere la F1 proprio negli Usa.














