UN ANNO DA DIMENTICARE - L’anno horribilis del gruppo PSA Peugeot Citroën è arrivato oggi al giorno del rendiconto nero su bianco. E le cifre confermano, se non accentuano, la negatività degli ultimi dodici mesi: le perdite nette registrate sono state pari a 5,01 miliardi di euro, contro l’utile di 501 milioni fatto segnare alla fine del 2011.
TUTTO NASCE IN EUROPA - Il bilancio 2012 mette anche in evidenza una perdita sostanziosa per quel che riguarda il risultato operativo, pari a 576 milioni di euro, mentre alla fine del 2011 c’era stato un utile di 1,09 miliardi di euro. Secondo i vertici del gruppo, tale pesante esito economico è la conseguenza del calo delle vendite sul mercato europeo, da cui dipendono massicciamente le due marche del gruppo Peugeot e Citroën.
5,4% IN MENO RISPETTO AL 2011 - Ma non solo. Altre fonti di problemi e perdite è stata la sospensione delle attività in Iran, impostasi dopo l’ingresso della General Motors nell’azionariato della PSA (il Paese mediorientale è oggetto di sanzioni economiche da parte del governo americano). E conseguenze ha avuto anche la cessione del 75% della società di logistica e trasporti Gefco, venduta alle ferrovie russe. Da tutto ciò ne è risultato un fatturato di 55,4 miliardi, pari al 5,2% in meno rispetto al 2011.
2013 SECONDO PREVISIONI - La presentazione del bilancio 2012 è stata anche l’occasione per fare le previsioni relative al 2013, e un po’ a sorpresa la PSA non ha fatto marce indietro: ha confermato le previsioni già fatte per il 2013, mentre per il ritorno all’utile è stato confermato l’obiettivo del 2014. Per arrivare a questo esito ci sarà bisogno di procedere ad altre dismissioni, in particolare di beni immobili, ma non ci sarà la tanto ventilata cessione della Faurecia, la società del gruppo specializzata in componentistica per il settore automotive.
COSA FARÀ - E un po’ di chiarezza è stata fatta anche per quanto riguarda le prospettive di prodotto. L’indicazione strategica è per una forte distinzione e collocazione tra Peugeot e Citroën, con quest’ultima per di più “scomposta” in due linee di prodotto, quasi marche: la DS rivolta al mercato più esigente, e la C, che dovrà puntare a una gamma caratterizzata da semplicità ed efficienza. Il primo prodotto dovrebbe essere la nuova 2CV. Quanto alla Peugeot, suo obiettivo dovrà essere una crescita in gamma sino ad arrivare a livelli di prestigio, che tra le altre cose sono i più redditizi.