APPUNTAMENTO AL 2016 - L'
Audi inizierà a offrire soluzioni per la
guida autonoma già a partire dalla fine del
2016. La prossima generazione dell'Audi A8 (prevista appunto per quel periodo) avrà un sistema di guida assistita, che la casa chiama
Piloted Driving. Quest'ultimo sarà un pilota automatico in grado di condurre l'auto sulle strade a scorrimento fino a 60 km/h. Piloted Driving significa per l'Audi, appunto, un'auto capace di procedere da sola in determinate situazioni, quindi non in tutte, con l'aiuto del pilota in alcuni casi. Parola di Urlich Hackenberg, responsabile della ricerca e sviluppo della casa di Inglostadt, che così si è espresso nel corso di un'intervista concessa ad
Automotive News.
SERVE LA RIDONDANZA - Tuttavia, secondo Hackenberg (
qui a sinistra), ci vorrà una decina di anni perché le auto a
guida completamente autonoma costituiscano una realtà significativa: intendendo questo come “un veicolo capace di un moto che non abbia bisogno di significative interazioni con il conducente, anche in situazioni critiche”. Essenzialmente, per Hackenberg, sarà “una questione di software”. Ma anche di costi di produzione: le ridondanze sono necessarie per una logica applicativa che sia correttamente funzionante il che, fondamentalmente, significa sicuro. Ad esempio, nella guida assistita, se due sensori forniscono informazioni non compatibili tra di loro, tocca al guidatore risolvere la discrepanza; nella guida interamente autonoma, deve esserci un terzo sistema a farne le veci, ovvero a decidere.
L'OSTACOLO DELLA LEGGE - Le esperienze dell'Audi in materia sono all'avanguardia, con una A7 Sportback che ha percorso i quasi 1.000 km che separano Palo Alto (California) da Las Vegas (
qui per saperne di più) e una RS7 che ha completato i 4,5 km del circuito di Hockenheim raggiungendo punte di 240 km/h (
qui per saperne di più). L'
ostacolo più significativo alla guida autonoma? La
legislazione: “Non c'è nessuno stato che permetta la circolazione su strada pubblica per un veicolo a guida autonoma”. Anche in California e in Nevada, la legge prevede che vi sia a bordo un operatore pronto a intervenire in caso di necessità.