"BABY" AUDI - C’è chi la trova già un istant-classic, degna “figlia” delle varie A4, A6 e A8. E chi, invece, si aspettava qualcosa di più coraggioso nello stile, praticamente identico a quello del prototipo “Audi A1 project” presentato al Motor Show di Tokio di tre anni fa. Dopo innumerevoli teaser, foto-spia, disegni e video ufficiali dedicati ad elementi non sempre fondamentali (per esempio, i colori degli interni) ora tocca a voi: è valsa davvero la pena di aspettarla tanto o le vostre aspettative risultano in qualche modo tradite?
IL FRONTALE - È indiscutibilmente Audi, dominato dall’enorme calandra. Quest’ultima, prosegue l’evoluzione iniziata con l’ultima A8 ed è meno “rettangolare” e più “esagonale” rispetto a quelle delle altre vetture della Casa, oltre a “stringersi” nella parte inferiore. Ai lati del muso, nella parte bassa, si aprono due prese d’aria che alleggeriscono la vista d’insieme e donano un pizzico di grinta. Una disposizione, questa, che ritroviamo in tutte le Audi attualmente in commercio, al pari della targa in mezzo alla calandra.
I FARI - Simili a quelli della A8 sono anche i fari, caratterizzati dal taglio perfettamente orizzontale nella parte alta e da una incurvatura nella parte bassa. All’interno dei proiettori, un fascio di luce continuo, generato mediante led e irradiato con fibre ottiche (sulle Audi A1 dotate di fari Xeno Plus) sottolinea questo movimento nel design. Un particolare, anche questo, che ritroviamo in altre Audi come la A8, la A4 o la R8.
L’ARCO PORTA - Probabilmente l’arco porta in colore diverso dalla tinta usata per la carrozzeria e per il tetto è l’elemento che prima di tutti salta all’occhio, analizzando le prime foto dell’A1. Sarà un optional e conferisce alla A1 uno stile da cabrio: un richiamo alle Citroën Pluriel o alle Fiat 500C. A rafforzare questa impressione, anche un optional come il tetto panoramico in vetro.
IL MONTANTE - L’andamento fortemente inclinato del montante posteriore la rende simile a una mini-coupé. Tutto da verificare l’impatto di tale scelta sull’abitabilità, ma sicuramente questa soluzione contribuisce a distinguere ulteriormente l’A1 dalla concorrenti più tradizionaliste, come la Mini.
LA FIANCATA - L’intera vista laterale è condizionata da quella che, pomposamente, gli uomini del marketing Audi hanno battezzato “linea tornado”. Si tratta, semplicemente, del “taglio” che partendo dai fari anteriori, costituisce la parte inferiore del cofano, prosegue sopra le maniglie porta e termina sul bordo superiore dei fari posteriori, dopo aver tagliato visivamente lo sportello del carburante. La sua funzione: alleggerire la vista della fiancata, mascherandone l’altezza.
I FANALI - Guardando l’A1 di profilo, non si può non notare di quanto sporgano i fanali, che hanno una forma a cuneo e che sono molto sviluppati in orizzontale, quasi ad “abbracciare” il posteriore dell’auto. Essi, come già per le due Suv della Casa (la Q5 e la Q7) sono solidali con il portellone e si alzano con questo elemento quando viene aperto.
INTERNI E POSTO DI GUIDA - Anche se questa A1 è l’Audi “per i giovani”, le linee scelte per la plancia rimangono sobrie e di classe. Tutte le luci che illuminano gli interni sono a led (persino le cornici dei woofer dell’impianto Bose, nelle porte, possono risplendere grazie a questa tecnologia) e l’abitacolo si può impreziosire da inserti in alluminio. Pure il cruscotto rimane fedele nello stile delle sorelle maggiori: strumenti analogici con lancette rosse che puntano dei numeri chiari su fondo nero. Fra i due strumenti circolari principali, trova posto uno schermo multifunzione monocromatico. Qui viene suggerito non solo quando cambiare marcia per consumare meno: viene addirittura mostrato quanto carburante richiede il climatizzatore o il sistema di sbrinamento del lunotto. Il volante è piccolo, sportivo e può integrare i comandi per lo schermo del cruscotto, la radio o il telefono.
BOCCHETTE E PERSONALIZZAZIONI - Una novità per l’Audi sono le quattro bocchette d’aerazione, che nella forma ricordano le turbine dei jet. Come già fatto da altri Costruttori in passato, la cornice di tali bocchette può essere scelta fra vari colori, fra i quali il rosso, il beige, il nero lucido o opaco, ma anche uno molto acceso come il “verde wasabi”. Inoltre, anche i poggiabraccia nelle porte, la base della consolle centrale e la fascia centrale dei sedili possono essere ordinati in colori a contrasto con il resto dell’abitacolo.
LA CONSOLLE - La consolle centrale integra al centro la “rotella” di comando dei sistemi di infotainment MMI che, nelle altre Audi, è invece in posizione orizzontale vicino al cambio. Nella A1, essa è collegata a uno schermo a colori di 6,5’’ posto in cima alla consolle, e che è anche retrattile (non per le A1 nell’allestimento meno costoso che, al suo posto, hanno un portaoggetti con cassetto). Alla base c’è una “vasca” colorata, dove trovano posto la leva del cambio, alcuni pulsanti come quelli per il riscaldamento dei sedili e un piccolo vano aperto, utile, per esempio, per il cellulare o delle monete. Sopra si trovano i comandi del climatizzatore: tre manopole con effetto-alluminio due tasti posti.
I POSTI DIETRO - Nonostante sia tra le più larghe della sua categoria, le prime foto indicano che i posti posteriori saranno soltanto due (almeno per alcune versioni). Come la Mini, quindi, la A1 dovrebbe avere solo quattro posti, pur essendo 6 cm più larga dell’anglo-tedesca. Un’altra “piccola ma con stile” come la Fiat 500 offre quattro posti, ma è anche 11 cm più stretta dell’Audi. E nella Citroën DS3 ci si sta in cinque. I clienti premieranno la scelta di ospitare meno persone ma più comode (sfruttando lo spazio al centro per il portabicchieri e la vaschetta portaoggetti)? Oppure l’esigenza di trasportare un quinto passeggero, magari anche solo per brevi tragitti, è ancora sentita?
E ora che l'abbiamo "fatta a pezzi", siamo arrivati al verdetto finale...