38 MILIARDI DI FATTURATO - Secondo l’Osservatorio Autopromotec (la rassegna bolognese dedicata al mondo delle officine, dei ricambi e della componentistica) le aziende italiane produttrici di componenti per il settore automotive sono circa 2.400. Secondo l’Anfia (l’associazione delle aziende del settore automotive) il fatturato del comparto nel 2013 è stato di 37,9 miliardi di euro.
GRANDI ESPORTATORI - Oltre la metà di questo fatturato è realizzato con l’export, che nel 2014 ha raggiunto i 19,27 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 2013 (le statistiche riportano un calo dello 0,2%). Il mercato di destinazione più importante è la Germania, a cui si riferisce il 20,7% del fatturato realizzato con le esportazioni. Al secondo posto c’è la Francia (11,05%), seguita dagli Stati Uniti, con un fatturato di 1,8 miliardi e che nel 2014 hanno fatto registrare un aumento del 21%. Vengono poi Spagna e Gran Bretagna.
LE REALTÀ IN CALO - Il quadro generale comunque presenta segni diversi. Una sensibile contrazione l’hanno registrata quattro grandi realtà produttive importanti come America Latina (-32,9% verso il Brasile e -11% verso il Messico), Turchia, Russia e Belgio. Nel complesso le esportazioni verso i paesi extra UE segnano un calo dell’11,7%. In crescita dell’1,4% (a 2,5 miliardi di euro di fatturato) è stato l’export verso l’Asia.
CAPACITÀ DI ADATTARSI - Si tratta dunque di un comparto industriale dalle notevoli capacità, che ha saputo inventarsi nuovi modi di esistere dopo che la produzione di auto in Italia si è fortemente ridimensionata. Nel 2000 infatti nel nostro paese vennero prodotti 1.738.000 veicoli (1.422.284 autovetture) mentre nel 2013 i veicoli fabbricati sono stati 658.207 (388.465 le vetture). Ciò nonostante le tante aziende della componentistica (la produzione riguarda un po’ tutti i generi di componenti) hanno saputo trovare sbocchi all’estero, tanto che ci sono aziende che spediscono all’estero la stragrande parte della loro produzione.