DUE ITALIANI AI PIANI ALTI DI GAYDON - Cambio ai vertici dell’Aston Martin. Come si apprende da una nota ufficiale della casa di Gaydon, l’attuale amministratore delegato, Tobias Moers, lascerà il suo incarico con effetto immediato. Moers rimarrà in azienda con un ruolo non ancora precisato fino a fine luglio, per facilitare il passaggio di consegne ai manager italiani che lo sostituiranno: il nuovo ceo, Amedeo Felisa, e Roberto Fedeli, che da giugno lo affiancherà l’ex collega alla Ferrari nel ruolo di responsabile delle tecnologie del costruttore di auto sportive britannico.

IL PERCHÉ DELL’ADDIO - Moers era approdato allo scranno di amministratore delegato dell’Aston Martin nel maggio 2020, sostituendo Andy Palmer nell’ambito di un riassetto della scacchiera manageriale deciso dalla proprietà della società guidata dal magnate canadese Lawrence Stroll. L’Aston Martin parla di una “separazione consensuale”; un’eventuale partenza di Moers, tuttavia, è stata per lungo tempo oggetto di speculazione da parte di molti media del settore, giustificata da un lato da risultati finanziari sotto le attese, dall’altro da altri addii ai piani alti dell’azienda. Fattori che, insieme, spiegherebbero la decisione di un cambio di leadership per “accelerare su nuovi processi di innovazione e instillare una maggiore coesione ed efficienza in tutta l’azienda”.

STROLL RINGRAZIA - Nella dichiarazione ufficiale diramata dall’Aston Martin, Stroll ringrazia Tobias Moers “per tutto ciò che ha realizzato in un momento critico per l’azienda”, sottolineando come gli effetti positivi della gestione dell’ormai ex amministratore delegato sono evidenti “nel miglioramento dei risultati operativi dell’azienda” e nell’ampliamento della gamma con il “lancio di nuovi modelli”. Tuttavia, prosegue il presidente dell’Aston Martin, “per garantire il raggiungimento dei nostri obiettivi è necessario entrare in una nuova fase di crescita con un nuovo team di leadership. La nostra nuova struttura organizzativa supporterà l’azienda promuovendo una maggior collaborazione tra tutte le sue parti, con un approccio al lavoro più coeso sia al suo interno che all’esterno”.











