FIAT DETERMINATA - Finito il periodo di ferie, anche la vicenda Fiat-Fiom ha riguadagnato la scena. Oggi la Fiat ha emesso un comunicato in cui ha fatto sapere di avere scritto alla Fiom informandola di accettare la nomina dei rappresentanti del Fiom negli organismi sindacali aziendali, ciò in ottemperanza alla sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio scorso. La Fiat aggiunge che comunque la situazione particolare dei rapporti Fiat-Fiom rende “per lo meno dubbia” la riferibilità della norma alla base della decisione della Corte stessa al caso specifico.
SOLLECITO ALLA POLITICA - Ma questa è solo l’introduzione alla vera mossa della Fiat. Perché subito dopo l'azienda avanza un forte richiamo alla politica affinché proceda a varare una nuova legge sulle rappresentanze sindacali. E qui viene la mossa forte, esplicita e inequivocabile: “un intervento legislativo è ineludibile: - è scritto nel comunicato della casa - la certezza del diritto in una materia così delicata come quella della rappresentanza sindacale e dell’esigibilità dei contratti è una condicio sine qua non per la continuità stessa dell’impegno industriale di Fiat in Italia”. Dunque, o l’Italia si dà una nuova normativa a proposito dei rapporti aziende sindacati - e la Fiat non dice come dovrebbe essere tale normativa, ma lo si può immaginare sulla base di tutta la vicenda… - oppure le prospettive di investimenti del gruppo in Italia vengono azzerate.
LA FIOM SODDISFATTA - Le prime reazioni della Fiom sono di soddisfazione per il successo della sua lotta per vedere riconosciuto un diritto previsto dalla legge. Federico Bellono, segretario della Fiom di Torino, ha detto che la notizia “sembra buona; bisognerà fare presto le valutazioni di ordine giuridico e confermare le nomine dei nostri rappresentanti sindacali, finora non riconosciuti dall’azienda”. Ma la stessa organizzazione non ha espresso valutazioni sulla seconda parte della iniziativa Fiat, sicuramente la più “esplosiva”. Il suo segretario nazionale, Landini è stato molto politico dicendo: “La Fiom rientra in fabbrica dalla porta principale”, ora la Fiat “rimuova tutte le discriminazioni e si affronti il vero nodo: il futuro produttivo e occupazionale del gruppo in Italia”.