PAESE EMERGENTE - L’India è un mercato molto importante: in Asia è il terzo in ordine di grandezza. Esservi ben insediati significa disporre di una rilevante chance di sviluppo per i prossimi anni. Lo sa bene la Fiat che nel paese asiatico è presente da tempo attraverso un accordo con la Tata (nella foto il Fiat Cafè di Nuova Delhi). Nel 2007 fu firmato una joint venture che ha portato alla realizzazione di un impianto produttivo da 1200 mila vetture e 350 mila motori, a Pune, dell’India Occidentale. Oltre a ciò, la Tata impiega i motori Fiat per diversi suoi modelli basso di gamma.
SUZUKI ALL’ORIZZONTE? - Da qualche tempo è però sul tappeto la possibilità che la Fiat rafforzi i suoi rapporti di collaborazione con la Suzuki (c’è chi parla di matrimonio) e la collaborazione con la Tata potrebbe essere d’intralcio. Ricordiamo che ad inizio mese il gruppo torinese ha posto fine all'accordo di distribuzione con la Tata, per creare una sua rete commerciale (leggi qui per saperne di più). Gli analisti seguono perciò le mosse della Fiat nel Paese/continente asiatico per vedere se la situazione si mettesse in una maniera da rendere inevitabile la rottura della collaborazione tra Fiat e Tata.
QUALE SCEGLIERE? - La Tata è sì la marca nazionale, e la sua rete è determinante per chi mira a espandere la sua influenza sul mercato, ma d’altra parte la Suzuki nell’ultimo bilancio chiuso il 31 marzo ha messo a consuntivo 855.730 auto vendute in India. Cosa che ne fa il più importante costruttore del Paese. La Fiat si potrebbe trovare di fronte a una difficile scelta, dato che oggi è partner sia della Tata che della Suzuki, due case che sul fronte indiano (e asiatico) sono fortemente concorrenti e rivali.




















