IL GOVERNO CEDE TITOLI GM - Il Governo si prepara a mollare la presa sulla General Motors (nella foto il quartier generale di Detroit). In occasione del ritorno in Borsa della casa automobilistica, il dipartimento del Tesoro guidato da Timothy Geithner sarebbe intenzionato a liberarsi di una quota compresa tra l’11 e il 20% dei 304 milioni di titoli GM in suo possesso. Scendendo così nel capitale della società sotto al 50%, dall’attuale 60,8%. Queste, almeno, le voci raccolte dalla stampa Usa, ma non c’è nulla di ufficiale, anche perché Geithner sembra intenzionato ad aspettare fino all’ultimo: “Ci riserviamo in ogni momento il diritto di decidere se e a quale livello prendere parte all’offerta”, ha precisato il Tesoro. Inutile comunque negare che il governo non vede l’ora di recuperare almeno una parte dei soldi spesi l’anno scorso per salvare la società dalla bancarotta.
IN BORSA A FINE OTTOBRE? - L’offerta pubblica iniziale (Ipo) della General Motors è sempre più vicina. Il colosso di Detroit ieri ha presentato alla Sec (la Consob statunitense), la domanda per essere riammessa alle Borse di New York e Toronto. Un “salto” che, secondo diversi osservatori, potrebbe avvenire tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Il gruppo non rivela né il numero di titoli che intende immettere sul mercato, né indicazioni di prezzo. “L’ammontare delle azioni offerte sarà determinato dalle condizioni di mercato e da altri fattori”, ha spiegato la società. Comunque si parla di una cifra compresa tra 16 e 20 miliardi di dollari. Il che farebbe della Ipo della GM il secondo più grande sbarco in Borsa della storia degli Stati Uniti, dopo i 19 miliardi raccolti dalla Visa nel 2008.
ANCORA INCERTEZZE - Reduce da un paio di trimestrali record (1,3 miliardi di dollari l’utile del secondo trimestre) e con un avvicendamento in vista nella dirigenza (da settembre Dan Akerson prenderà il posto dell’amministratore delegato Ed Whitacre), la General Motors ha ancora parecchi nodi da sciogliere. A cominciare dal fardello rappresentato dalla Opel, che appesantisce i conti del gruppo. Senza contare che non vi è certezza che prosegua la ripresa delle vendite di automobili negli Usa, che porterebbe la GM a una quota di mercato globale del 12,2% nel 2014, dopo aver raggiunto il 11,9% quest’anno.