E TRE - Tiene banco la polemica fra il comune di Milano e il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, che alla Camera ha appena ribadito quanto già lui stesso aveva detto e quanto già stabilito dal ministero dell’Interno, riprendendo una sentenza della Corte costituzionale: i verbali delle infrazioni devono arrivare a casa dei proprietari dei veicoli entro 90 giorni dall’infrazione. Prassi che, invece, non viene seguita da Palazzo Marino, che fa decorrere i 90 giorni per la notifica dal momento in cui i vigili visionano il fotogramma. Il motivo? L’impressionante mole di verbali conseguenti all'attivazione dei più recenti autovelox automatici, da marzo 2014.
UN CODICE DA INTERPRETARE - Tutto ruota attorno all'articolo 201 del codice della strada, che recita: qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che ne hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve essere notificato all'effettivo trasgressore o al proprietario del veicolo entro 90 giorni dall'accertamento.
VERRÀ ASCOLTATO? - Lupi, alla Camera, è stato perentorio: l’interpretazione estensiva data dal comune di Milano “non può essere considerata legittima, lo abbiamo detto con molta chiarezza, è molto chiaro e i comuni si devono adattare. Come i comuni chiedono ai cittadini il rispetto della legge, allo stesso modo noi dobbiamo chiedere ai comuni di rispettare le leggi. Tale orientamento è stato espresso in maniera molto chiara anche dal ministro dell'Interno alla prefettura di Milano, in riscontro a una richiesta di chiarimenti relativa alla legittimità dell'operato del capoluogo lombardo". Ma la sensazione è che Palazzo Marino continuerà, anche in futuro, a inviare le multe quando vorrà: lo ha fatto anche dopo il primo intervento di Lupi, e dopo la nota del ministero dell’Interno...