NASCE TUTTO DA QUI - “Ci fosse stata serietà da parte del sindacato, il riconoscimento dell'importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia la "L0" l'avremmo prodotta a Mirafiori”. Con queste parole, Sergio Marchionne (nella foto) ha risposto al quotidiano La Repubblica, per spiegare i motivi che hanno spinto la Fiat a spostare la produzione della nuova monovolume “L0”, prevista per il 2012, da Mirafiori in Serbia (leggi qui la notizia).
PRIME REAZIONI - Parole che, inevitabilmente, hanno suscitato reazioni e polemiche dal mondo politico e dell'industria. Tra queste, come riporta La Repubblica, ci sono quelle di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che ha annunciato un suo incontro con Marchionne nei prossimi giorni; mentre Pier Luigi Bersani, segretario del PD, parla di un “annuncio sorprendente” e specifica che “la vicenda merita un chiarimento. Del resto la Fiat si chiama Fabbrica Italiana Automobili Torino. Il punto di partenza resta questo”. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il pensiero di Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, che giudica “paradossale” la scelta di spostare la produzione da Mirafiori in Serbia.
SCENARI OSCURI - Più “pesanti” le reazioni dei sindacati. “Non vorremmo che le azioni messe in campo contro il sindacato e i lavoratori servissero per giustificare scelte più gravi di disimpegno negli stabilimenti italiani”, ha fatto sapere la Cgil. Ancora più diretta la Fiom, per voce di Giorgio Cremaschi: “le affermazioni di Marchionne sono gravissime e confermano tutti i giudizi che abbiamo espresso in questa fase. La Fiat in realtà si prepara a chiudere Mirafiori e a dismettere l'Italia”. Ma, come fa notare Bruno Vitali, segretario nazionale della Fim Cisl, “il piano industriale Fiat del 21 aprile scorso prevede lo sviluppo di alcuni dei nuovi modelli senza indicarne ancora il sito di produzione. Su questo punto è pertanto necessario avviare al più presto un chiarimento”.
FABBRICA ITALIA - Secondo quanto riporta il sito Automotive News, Marchionne avrebbe dichiarato che il piano di aumentare la produzione in Italia dalle 650.000 unità del 2009 ad oltre un milione nel 2014 resta valido, ma nessun nuovo investimento verrà approvato fino a che non ci sarà un accordo inoppugnabile con i sindacati per Pomigliano.