Stefan Arndt è uno degli stilisti che hanno disegnato la Adam, la citycar della Opel che si mostrerà per la prima volta in pubblico al Salone di Parigi di fine settembre e che sarà in vendita dall’inizio del 2013. Abbiamo incontrato Arndt a Milano che, davanti a due esemplari del nuovo modello, ci ha svelato i segreti dello stile di questa vettura.
Qual è il pubblico a cui la Opel Adam è indirizzata?
Si tratta di una citycar elegante ma concreta, adatta alla vita di tutti i giorni. Si rivolge in particolare a giovani, ma con la sua praticità unita allo stile vuole piacere anche a chi ha qualche anno in più.
Alcune rivali, come la Fiat 500 e la Mini, riprendono nella linea lo stile di modelli-icona del passato; al contrario, la Opel non ha “piccole” degli anni 60 o 70 a cui ispirarsi...
In effetti, la linea della Adam non ha molti punti in comune con il passato della casa, semplicemente perché la Opel non ha mai avuto citycar paragonabili alla 500 o alla Mini. Per questo, abbiamo richiamato soprattutto gli attuali tratti distintivi del nostro marchio per realizzare un’auto piccola, ma allo stesso tempo ricercata.
Il vostro sguardo, insomma, è rivolto soprattutto al presente.
Proprio così. Ci sono, per esempio, elementi estetici in comune con l’Insignia e l’Astra.
Come la nervatura in basso sulla fiancata?
Esatto. Sulla Adam ci sono particolari che possono risultare, per così dire, “familiari”, ma utilizzati in modo da creare qualcosa di originale.
Stefan Arndt mentre racconta la "sua" Adam.
La casa ha posto molti vincoli in fase progettuale?
Lo spunto iniziale era davvero semplice: alla Opel volevano una citycar dalle dimensioni contenute. Abbiamo buttato giù le prime idee nel 2008 e cominciato con gli schizzi nel 2009. Il processo di sviluppo è stato rapido: sostanzialmente, ci ha lavorato lo stesso team che si è occupato della Corsa e della Meriva.
Quali sono gli elementi che caratterizzano maggiormente l’esterno della Adam?
Abbiamo adottato uno stile che desse l’idea di un prodotto realizzato con cura artigianale. Per questo, niente forme squadrate, ma una linea sinuosa, e una grande attenzione ai particolari e alle possibilità di personalizzazione. Un esempio? Le due tonalità diverse di colore che possono contraddistinguere l’abitacolo e il tetto, separate da un’elegante cornice cromata che definisce la forma dei vetri.
Balzano agli occhi anche i grandi cerchi di 18 pollici.
Sì, è come se la Adam volesse dire: non sono solo un’auto con cui andare a fare la spesa, sono anche divertente da guidare!
S’era parlato pure di praticità...
Il portabiciclette estraibile dalla coda, per esempio; oppure, la soglia di carico del bagagliaio volutamente alta, perché, in caso di tamponamento, sia soltanto la parte sottostante a subire danni [però così l’accessibilità non è delle migliori, ndr). Un accorgimento, questo, che rende la riparazione più semplice ed economica. Per lo stesso motivo, anche il frontale ha il cofano alto.
E l’interno?
L’abitacolo presenta tocchi rétro come la strumentazione analogica e una notevole cura del dettaglio. Nessuna delle soluzioni adottate è da vettura economica: i materiali, per esempio, sono di alta qualità, e sul soffitto è addirittura possibile avere un’illuminazione a led che ricorda un cielo stellato. Inoltre, la Adam presenta tantissime possibilità di personalizzazione, dentro e fuori, a partire dai molti abbinamenti di colore disponibili.