PIANO INDUSTRIALE - Secondo quanto emerso ieri dal consiglio di amministrazione della Chrysler (dove Sergio Marchionne ha discusso il piano industriale che verrà reso pubblico a novembre) entro un anno e mezzo vedremo le prime automobili frutto dell'integrazione tra la Fiat e la Casa americana.
Il piano sarà presentato presto anche all'amministrazione Usa, che con i soldi pubblici ha salvato la Chrysler dal fallimento.
DUE MODELLI DA CITTÀ – I dettagli non si conoscono, ma la sostanza è che le future Chrysler nasceranno con motori poco inquinanti e sulla base di pianali “made in Fiat”. S’inizierà con due nuove vetture da città, una berlina piccola e una un po’ più grande ma destinata, comunque, a muoversi soprattutto nel traffico. Il piano dovrebbe prevedere anche la produzione della Fiat 500 in Messico (come avevamo già ipotizzato qui).
Il progetto comprende pure una berlina “compact” (intorno ai 4,5 metri di lunghezza) destinata a sostituire la Sebring. Per questo modello si parla dell’utilizzo del pianale C-Evo, cioè della piattaforma derivata da quella della Fiat Bravo e che servirà da base anche per le Alfa Romeo Milano e Giulia (oltre che per una nuova Jeep).
UNA SFIDA GIÀ AFFRONTATA – Per quanto riguarda i tempi strettissimi imposti dal piano Marchionne, c’è da dire che sotto la sua gestione la Bravo venne realizzata, partendo da un foglio bianco, proprio in 18 mesi, sfruttando tecnologie di progettazione molto evolute.
Entro metà del 2011, anche la Chrysler Town & Country, le Dodge Caravan e Caliber e le Jeep Compass e Patriot dovrebbero avere un “nuovo vestito”: si tratterebbe, però, soltanto di aggiornamenti, non di automobili interamente nuove. Una scelta voluta da Marchionne per risalire la china, visti gli scarsi risultati commerciali di questi modelli.









