UN BEL SESTETTO - In attesa che inizino le consegne delle nuove Macan e 918 Spyder, la gamma della
Porsche si compone di sei modelli: la piccola e agile Boxster e la sua “sorella” con il tetto, la Cayman; le versioni coupé e cabrio della 911, e le confortevoli ma grintose Panamera e Cayenne. Abbiamo sottoposto un esemplare di ciascun modello a una giornata sull’asfalto del comprensorio di prova di Balocco (in provincia di Vercelli), dove alVolante realizza tutti i test: così abbiamo potuto lanciare a briglia sciolta queste entusiasmanti ed esclusive sportive tedesche, proprio come avevamo fatto lo scorso anno con tutte le Ferrari, sul circuito di Fiorano.
PARTIAMO DALLA “PICCOLINA” - La Porsche Boxster (qui sotto) è la meno potente delle sportive di Zuffenhausen, ma il suo sei cilindri boxer da 2,7 litri ha la bellezza di 265 cavalli: quanto basta per divertirsi senza mettere in difficoltà il guidatore. Tra le curve del circuito Misto Alfa di Balocco, la spiderina tedesca si distingue per l’agilità e il buon equilibrio dei pesi (il motore è posteriore centrale). Rapido il cambio robotizzato a doppia frizione PDK, uno dei tanti optional (messi assieme, ammontano a oltre 30.000 euro…) presenti sull’auto in prova: asseconda la guida sportiva quanto quella in souplesse. Impagabile, ovviamente, il piacere di assaporare, a la capote aperta, il rombo in accelerazione.
QUI C’È GIÀ PIÙ PEPE… - La versione coupé della Boxster si chiama Cayman ed è disponibile con due motori, entrambi a sei cilindri, ma con 10 cavalli in più che nella spider. Per il nostro test abbiamo scelto il più potente, il 3.4 della Cayman S: 325 cavalli che si sentono tutti in accelerazione. Complice il peso contenuto e le doti dinamiche già apprezzate nella Boxster, la Porsche Cayman S (qui sotto)“danza” veloce e sicura tra le curve. Appagante il rombo del motore che invade l’abitacolo in piena accelerazione. Non ci siamo fatti mancare un paio di partenze brucianti con il Launch Control (disponibile ordinando il cambio PDK e il pacchetto Sport Chrono): dopo averlo attivato, è lui a gestire la straordinaria spinta inviata alle ruote dietro per dare il massimo sprint. Non a caso, sfruttando questa funzione “rubata” al mondo delle competizioni, lo “0-100” dichiarato passa da 4,9 secondi (con il cambio PDK) a 4,7: il 4% in meno.
TORNIAMO A SCOPRIRCI - La seconda Porsche a offrire il piacere della guida “en plen air” è la 911 Cabriolet (qui sotto). Nella versione Carrera 4 del nostro test ha un 3.6 a sei cilindri boxer da 349 cavalli e la trazione integrale, che dà una bella mano a rendere più facile da gestire questa vettura. Le sbandate di potenza bisogna proprio andarsele a cercare; diversamente, anche guidando in modo sportivo, questa cabrio è facile da gestire in accelerazione, anche in curva. Le cose cambiano in rilascio, quando il peso del motore “a sbalzo” (cioè, dietro l’asse posteriore) può sbilanciare la vettura se si toglie di colpo il gas a ruote sterzate. Risultato: se l’Esp è disinserito e si arriva troppo forte, la 911 Cabriolet si intraversa e va controllata con lo sterzo. Nella guida tranquilla si apprezza la buona insonorizzazione della capote in tessuto (che, all’interno, ha materiali fonoassorbenti e pannelli in magnesio che assicurano al tettuccio una forma “da coupé”), mentre in velocità è efficace il frangivento: entrambi sono ad azionamento elettrico, anche con la vettura in movimento.
SPAZIO ALL’ECOLOGIA - La Cayenne, la mastodontica suv della casa tedesca, pesa oltre due tonnellate, ma tra le curve vanta un’agilità e una precisione di guida insospettabili. Nella versione S Hybrid (qui sotto) è pure (a suo modo…) rispettosa dell’ambiente: il motore elettrico da 46 cavalli, montato all’interno del cambio automatico Tiptronic a 8 marce, dà una mano a ridurre i consumi del 3.0 V6 sovralimentato a iniezione diretta di benzina, che di cavalli ne ha ben 333. E, ovviamente, si fa sentire anche nello sprint. I tanti sistemi elettronici, a partire dalle sospensioni “intelligenti”, si prestano bene sia alla guida rilassata sia a quella più brillante. Impressionante anche la frenata.
UN SALOTTO… DA PISTA - A bordo della Panamera (qui sotto) si viaggia comodissimi, oltre che velocissimi… Anche i due sedili posteriori offrono spazio in abbondanza, nonostante l’auto del test fosse lunga “solo” 502 centimetri (le versioni Executive misurano 15 cm in più, tutti a favore dell’abitabilità per chi siede dietro). Il motore “tremila” V6 biturbo da ben 420 cavalli ha la fluidità e l’allungo che ci si attende da una sportiva capace di abbinare comfort e prestazioni. Accelerando a fondo, i rettilinei del circuito Misto Alfa di Balocco si divorano in pochi attimi, mentre tra le curve (complice anche la trazione integrale) è l’agilità a sorprendere, tenuto conto delle notevoli dimensioni di questa berlina.
QUI SI FA PROPRIO SUL SERIO - La “regina” del gruppo, sia per il prezzo (oltre 200.000 euro…) sia per le prestazioni, è senza dubbio la 911 Turbo S (qui sotto), che con i suoi 560 cavalli è la più potente di tutte le Porsche di serie, se si esclude l’esclusivissima 918 Spyder (887 CV e quasi 800.000 euro, a breve le prime consegne). Oltre alla straordinaria potenza e fruibilità del motore, in pista emergono le doti dinamiche, esaltate dal rapido cambio a doppia frizione PDK, dalle ruote posteriori sterzanti, dalle sospensioni a controllo elettronico e dall’aerodinamica attiva (sfrutta l’aria per schiacciare la vettura al suolo e aumentare la stabilità e la tenuta di strada). Grazie anche all’efficace sistema di trazione integrale, questa sportiva si può usare nella guida di tutti i giorni, senza patemi. Ma guai a provocarla…