SCELTA STRATEGICA - I centri-studio dello stile delle maggiori case automobilistiche si trovano, in genere, in paesi che, per i rispettivi marchi, rappresentano il mercato più interessante in termini di vendite, Cina e Stati Uniti in testa, così da intercettare più prontamente i gusti comuni nelle macro-aree di riferimento. Potrà quindi apparire controcorrente la scelta della Suzuki, di aprire (già nel 2009) un centro di advanced design in Italia, il cui “piccolo” mercato l’anno scorso ha assorbito 18.681 esemplari, poca cosa rispetto ai 3 milioni di vetture prodotte dalla casa, a livello globale, nello stesso periodo. E la decisione può stupire ancor più sapendo che, nel mondo, la Suzuki possiede altri tre centri analoghi: in India, a Nuova Delhi, e in Giappone, ad Hamamatsu e a Yokohama (nessuno, invece, in Cina). Per parte sua, lo studio italiano si trova a Robassomero, in provincia di Torino, all’interno di un’area contigua alla sede italiana dell’azienda, ed è quello in cui vengono analizzate e valutate le richieste degli automobilisti europei.

L’EUROPA COME RIFERIMENTO - Il centro stile della Suzuki conta, al momento, 16 addetti, ed è diretto da Testuya Ozasa (nella foto qui sopra), già responsabile dello stile per la Swift, che ha assunto l’incarico dal 2013. Qui si analizzano i trend che ispireranno i modelli in vendita in un futuro a medio termine, mentre non si studiano i tradizionali aggiornamenti di metà carriera o interventi di minore entità: Ozasa ci ha spiegato che i suoi colleghi di Robassomero lavoravano sul design della Baleno (lanciata nel 2015) prima ancora che lui si insediasse. Lo stilista ha guidato la crescita dello studio (che non manca di un locale in cui realizzare modelli a grandezza ridotta) in termini di finanziamenti e personale, passato dalle tre persone al momento dell’inaugurazione alle 16 di quest’anno (una in più rispetto al 2015). La scelta è caduta su Robassomero perché l’Italia mantiene una posizione di riferimento a livello globale in fatto di stile, restando una destinazione molto abita per i professionisti del settore: il nostro paese esercita ancora un forte richiamo nei confronti di artisti e disegnatori, ci ha spiegato Ozasa, che apprezza Torino anche per la ricchezza del suo patrimonio automobilistico.
RISCHI CALCOLATI - Il lavoro di Ozasa e del collega Kimitoshi Sato, capo designer presso il centro, consiste nel recepire le indicazioni della casa madre a proposito di un nuovo modello e nel guidare i collaboratori verso una serie di possibili interpretazioni, che verranno poi messe a confronto con quelle elaborate dagli altri centri: la Suzuki anticipa determinate caratteristiche essenziali dell’auto, a partire dalla lunghezza e dalla categoria di appartenenza, ma toccherà poi agli addetti sviluppare i motivi della carrozzeria secondo gli influssi dell’area in cui si trovano. Per farlo hanno bisogno di esperienza, intuito e visione strategica, secondo l’opinione di Ozasa, che i disegnatori devono affiancare all’immaginazione e alla fantasia: non devono mai tradire gli stilemi tipici della marca, ma il difficile viene quando si trovano a lavorare sui dettagli che potrebbero diventare richiesti nel momento in cui l’automobile finirà sul mercato, in genere da 4 a 6 anni dopo la prima consegna. Ozasa ci ha spiegato che per lui è necessario “pensare al futuro con l’esperienza raccolta nel passato”.

L’INCOGNITA DELLA GUIDA AUTONOMA - Molto spesso questo procedimento viene affidato a società esterne, più veloci e flessibili, ma il costruttore giapponese ha deciso di occuparsene da solo e di mantenere un controllo diretto sulle operazioni. Le tendenze previste nel futuro si possono in qualche modo anticipare, conducendo studi approfonditi o lavorando sulle mode o sui colori, ma non sempre il metodo ha successo: Ozasa confessa di non riuscire a prevedere come saranno le automobili prive di conducente. A suo avviso lo stile oggi familiare potrebbe trasformarsi in qualcosa di inedito, se è vero che in futuro la guida autonoma renderà le auto non più semplici mezzi di trasporto ma ambienti nei quali lavorare o riposarsi, determinando possibili cambiamenti alle linee generali. Nel breve periodo Ozasa si aspetta l’arrivo di nuove suv, ancora più espressive rispetto a quelle odierne, in maniera da catturare gli automobilisti e lanciare un messaggio preciso fin dal primo sguardo.





