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Le Suzuki di domani nascono a Torino 

17 novembre 2016

Il centro europeo di design della Suzuki è a Robassomero, dove 16 addetti lavorano sulle tendenze di domani: noi l'abbiamo visitato.

Le Suzuki di domani nascono a Torino 

SCELTA STRATEGICA - I centri-studio dello stile delle maggiori case automobilistiche si trovano, in genere, in paesi che, per i rispettivi marchi, rappresentano il mercato più interessante in termini di vendite, Cina e Stati Uniti in testa, così da intercettare più prontamente i gusti comuni nelle macro-aree di riferimento. Potrà quindi apparire controcorrente la scelta della Suzuki, di aprire (già nel 2009) un centro di advanced design in Italia, il cui “piccolo” mercato l’anno scorso ha assorbito 18.681 esemplari, poca cosa rispetto ai 3 milioni di vetture prodotte dalla casa, a livello globale, nello stesso periodo. E la decisione può stupire ancor più sapendo che, nel mondo, la Suzuki possiede altri tre centri analoghi: in India, a Nuova Delhi, e in Giappone, ad Hamamatsu e a Yokohama (nessuno, invece, in Cina). Per parte sua, lo studio italiano si trova a Robassomero, in provincia di Torino, all’interno di un’area contigua alla sede italiana dell’azienda, ed è quello in cui vengono analizzate e valutate le richieste degli automobilisti europei.

centro stile suzuki torino 9

L’EUROPA COME RIFERIMENTO - Il centro stile della Suzuki conta, al momento, 16 addetti, ed è diretto da Testuya Ozasa (nella foto qui sopra), già responsabile dello stile per la Swift, che ha assunto l’incarico dal 2013. Qui si analizzano i trend che ispireranno i modelli in vendita in  un futuro a medio termine, mentre non si studiano i tradizionali aggiornamenti di metà carriera o interventi di minore entità: Ozasa ci ha spiegato che i suoi colleghi di Robassomero lavoravano sul design della Baleno (lanciata nel 2015) prima ancora che lui si insediasse. Lo stilista ha guidato la crescita dello studio (che non manca di un locale in cui realizzare modelli a grandezza ridotta) in termini di finanziamenti e personale, passato dalle tre persone al momento dell’inaugurazione alle 16 di quest’anno (una in più rispetto al 2015). La scelta è caduta su Robassomero perché l’Italia mantiene una posizione di riferimento a livello globale in fatto di stile, restando una destinazione molto abita per i professionisti del settore: il nostro paese esercita ancora un forte richiamo nei confronti di artisti e disegnatori, ci ha spiegato Ozasa, che apprezza Torino anche per la ricchezza del suo patrimonio automobilistico. 

RISCHI CALCOLATI - Il lavoro di Ozasa e del collega Kimitoshi Sato, capo designer presso il centro, consiste nel recepire le indicazioni della casa madre a proposito di un nuovo modello e nel guidare i collaboratori verso una serie di possibili interpretazioni, che verranno poi messe a confronto con quelle elaborate dagli altri centri: la Suzuki anticipa determinate caratteristiche essenziali dell’auto, a partire dalla lunghezza e dalla categoria di appartenenza, ma toccherà poi agli addetti sviluppare i motivi della carrozzeria secondo gli influssi dell’area in cui si trovano. Per farlo hanno bisogno di esperienza, intuito e visione strategica, secondo l’opinione di Ozasa, che i disegnatori devono affiancare all’immaginazione e alla fantasia: non devono mai tradire gli stilemi tipici della marca, ma il difficile viene quando si trovano a lavorare sui dettagli che potrebbero diventare richiesti nel momento in cui l’automobile finirà sul mercato, in genere da 4 a 6 anni dopo la prima consegna. Ozasa ci ha spiegato che per lui è necessario “pensare al futuro con l’esperienza raccolta nel passato”.

centro stile suzuki torino 1

L’INCOGNITA DELLA GUIDA AUTONOMA - Molto spesso questo procedimento viene affidato a società esterne, più veloci e flessibili, ma il costruttore giapponese ha deciso di occuparsene da solo e di mantenere un controllo diretto sulle operazioni. Le tendenze previste nel futuro si possono in qualche modo anticipare, conducendo studi approfonditi o lavorando sulle mode o sui colori, ma non sempre il metodo ha successo: Ozasa confessa di non riuscire a prevedere come saranno le automobili prive di conducente. A suo avviso lo stile oggi familiare potrebbe trasformarsi in qualcosa di inedito, se è vero che in futuro la guida autonoma renderà le auto non più semplici mezzi di trasporto ma ambienti nei quali lavorare o riposarsi, determinando possibili cambiamenti alle linee generali. Nel breve periodo Ozasa si aspetta l’arrivo di nuove suv, ancora più espressive rispetto a quelle odierne, in maniera da catturare gli automobilisti e lanciare un messaggio preciso fin dal primo sguardo.



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Ritratto di Fr4ncesco
17 novembre 2016 - 15:01
2
Fa molto piacere che l'Italia sia ancora sinonimo di stile. Probabilmente aprire uno studio di design qui è come aprire una startup di software in California. Quindi benvenuta Suzuki, grazie per averci scelto e buona fortuna!
Ritratto di Fr4ncesco
17 novembre 2016 - 15:33
2
Già.
Ritratto di Giuss
17 novembre 2016 - 19:05
Scusate, ma vorrei aiutare l'Italia ad uscire dal guscio del "ci siamo solo noi". L'Italia, ormai da tempo non è più la "Cupertino" dello stile, è vero che Italia e stile vanno ancora a braccetto, ma non siamo i soli e non più speciali. Londra, Parigi ma ancor di più forse il nord Europa (Svezia e Danimarca) hanno anch'esse la cultura dello stile. Giusto per restare in Europa. Volevo solo lanciare una linea di pensiero, perchè siamo abituati a crogiolarci nelle nostre italiane convinzioni ma poi gli altri ci raggiungono e ci superano. Saluti
Ritratto di Eccomi Qua
17 novembre 2016 - 16:32
Ho una Swift che va molto bene. Mi piacerebbe che proponessero anche auto più grandi, non solo utilitarie e city car.
Ritratto di Robespierre
18 novembre 2016 - 11:01
Sono alla mia settima Suzuki, perciò penso di poter parlare con cognizione di causa. Alla Suzuki faccio grandi elogi per la meccanica in toto e per i motori a benzina di loro produzione che sono affidabili, silenziosi e parchi nei consumi. Non posso dire altrettanto per le rifiniture e per le linee. Evidentemente lo stile italiano ed europeo non è ancora ben entrato nella loro mentalità. Esempio evidente sono la Baleno e la prossima Ignis. Peccato che a differenza di quanto dice l'articolo, il parere dei clienti non venga neanche chiesto o considerato prima di lanciare un nuovo modello. Inoltre la strategia commerciale della casa, secondo me, sta deviando un po' troppo dalla tipicità di vetture che l'hanno resa famosa in tutto il mondo, per andare a scontrarsi con colossi che in quei settori sono presenti e maestri da decenni. Battaglia persa!
Ritratto di lordpba
18 novembre 2016 - 16:04
8
ahaha, fantastico il mondo oggi, qualche anno fa' ho comprato uno scooterino coreano e poi ho scoperto che il design era di un italiano :)

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