APPUNTAMENTO IMPORTANTE - Domani, 22 giugno, è in calendario l’assemblea dei soci Volkswagen, posticipata rispetto alla normalità per via della vicenda Dieselgate e delle sue conseguenze difficili da prevedere. L’attesa e la curiosità del mondo economico è tanta per vedere quali saranno le decisioni concrete che il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea come strategia per uscire dalla situazione. In questo contesto non mancano previsioni e indiscrezioni.
ENORMI IMPEGNI FINANZIARI - Di fronte alla perdita di 1,4 miliardi di euro registrata per il 2015 e all’esigenza di accantonare somme in vista di pesanti sanzioni e indennizzi per il Dieselgate, in molti ritengono che il gruppo Volkswagen dovrà prendere in considerazione la vendita di qualche suo “gioiello”. Il nome che si fa con insistenza è quello della Ducati, che in quanto produttrice di moto è la realtà più lontana dal core business del gruppo.
RUMOR E SMENTITE - La notizia della possibile vendita è stata rilanciata l’altro giorno dal settimanale tedesco Der Spiegel, che tra le possibili cessioni ha anche messo la MAN Diesel&Turbo, produttrice di motori marini. Va però detto che l’amministratore delegato dell’Audi (a cui la ducati formalmente appartiene) Rupert Stadler ha subito smentito la notizia. “La Ducati non è in vendita” sono state le sue laconiche parole. Notoriamente, nell’ambito dell’azionariato Volkswagen, la vendita della Ducati vede poi la contrarietà di Ferdinand Piech, che anche se ormai fuori dagli organismi societari mantiene grande influenza grazie al suo congruo pacchetto azionario.
ACQUISTATA QUATTRO ANNI FA - La Ducati è inserita nel gruppo Volkswagen attraverso il sottogruppo Audi (a cui fa capo anche la Lamborghini). Nel 2012 la casa motociclistica di Bologna è stata ceduta all’Audi dal fondo di investimenti Investindustrial del finanziere Andrea Bonomi (che poi ha rilevato l’Aston Martin) per un prezzo di 860 milioni di euro. Attualmente la Ducati è valutata più di un miliardo.
SITUAZIONE ANCORA INCERTA - Il gruppo Volkswagen ha già accantonato 16,2 miliardi di euro in previsione di ciò che gli costerà lo scandalo delle emissioni manipolate e si è in attesa di una definizione della vicenda sul fronte americano (quello su cui tutto è cominciato e che si prevede avrà i costi maggiori) per poter stabilire esattamente l’ammontare dell’impegno a cui il gruppo Volkswagen dovrà far fronte.




















