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Automotoretrò saluta Torino e trasloca a Parma per il 2023

Pubblicato 20 dicembre 2022

La 40ª edizione della più antica fiera italiana dedicata alle auto e alle moto d’epoca saluta la città della Mole, dove è nata nel 1983. L’appuntamento è alle Fiere di Parma dal 3 al 5 marzo prossimi.

Automotoretrò saluta Torino e trasloca a Parma per il 2023

ADDIO A TORINO DOPO 39 ANNI - La sensazione che potesse accadere c’era, ora è ufficiale: Automotoretrò, il più antico salone italiano dedicato ai motori del passato, non si svolgerà più a Torino, la città in cui è nato e che l’ha ospitato per ben 39 edizioni, richiamando all’ombra della Mole ogni anno migliaia di appassionati dall’Italia e dall’estero. Per l’edizione numero 40, in programma dal 3 al 5 marzo 2023, la storica kermesse traslocherà dai paglioni del Lingotto Fiere alle Fiere di Parma, dove andrà in scena in concomitanza con Mercanteinfiera, il consueto appuntamento parmigiano con l’arte, il design d’autore e il collezionismo vintage.

TRATTATIVE INUTILI - Al termine delle trattative con la società francese GL Events che gestisce gli spazi espositivi del Lingotto e con le istituzioni locali, non è arrivata la fumata bianca per una permanenza di Automoretrò nella città che l’ha vista nascere nel 1983. Dopo aver perso il Salone dell’Auto, che nel 2020 ha lasciato i viali alberati del Parco Valentino per trovare una nuova casa a Milano e Monza, Torino dice quindi addio a un altro importante evento per il settore. A pesare sulla scelta, come avevano spiegato gli stessi organizzatori nelle scorse settimane, è stato il corposo aumento della locazione richiesto dai gestori del complesso fieristico sito nella storica ex fabbrica Fiat di via Nizza.

LE DICHIARAZIONI DEL PATRON - “Abbiamo provato in tutti i modi a far rimanere la manifestazione a Torino, dove è nata nel 1983, ma non ci sono più le condizioni - spiega in una nota ufficiale il patron di Automotoretrò Beppe Gianoglio, che organizza l’evento insieme al figlio Alberto -. Siamo quindi lieti di annunciare il trasferimento nell’innovativo polo fieristico parmense che, insieme alle istituzioni del territorio ci aiuterà a far crescere ancora di più Automotoretrò. La scelta è ricaduta su Parma anche per il suo valore strategico come snodo tra Centro Italia e Nord-Est: l’obiettivo è di entrare nei cuori di tutti gli appassionati che ancora non ci conoscono”.



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Ritratto di Illuca
20 dicembre 2022 - 17:21
Ormai Torino si sta trasformando in Islamabad...spiace per i torinesi a cui han tolto tutto.
Ritratto di roe
20 dicembre 2022 - 17:32
1
Benvenuti a Parma !!!
Ritratto di Blueyes
20 dicembre 2022 - 17:45
1
Alè, ecco fatto. Un'altra manifestazione dell'auto che se ne va dalla mia città. Che vergogna, che schifo. A Torino nessuno sa fare sistema, la città è piena di debiti, non riusciamo neanche a completare la Città della Salute e a cominciare una misera seconda linea della metropolitana. Una città del sud, ma al nord.
Ritratto di giulio 2021
20 dicembre 2022 - 19:21
Va bè che ormai tutti gli uomini ormai vorrebbero essere donne, ma insomma...
Ritratto di Oxygenerator
21 dicembre 2022 - 10:47
?
Ritratto di Oxygenerator
21 dicembre 2022 - 10:48
Società francese che gestisce gli eventi del lingotto ?
Ritratto di Thomas Thtp
21 dicembre 2022 - 12:22
10
Dopo Auto e moto d'epoca di Padova che - dopo quarant'anni - l'anno prossimo si trasferirà a Bologna, ci mancava solo questa! Tolta anche la breve (ma interessante) fiera di auto d'epoca di Verona (durata forse due o tre anni), cosa rimane al nord? Praticamente solo Milano Auto Classica, che non è sicuramente allo stesso livello di Padova o Torino. Che tristezza.
Ritratto di sargus
22 dicembre 2022 - 14:30
Il "contributo" della gestione francese ai principali asset di Torino si conferma per quello che è, ovvero un processo di desertificazione industriale, commerciale e culturale. La causa è una classe dirigente locale che si compone di traditori della patria e della tradizione locale. Nel 1706 li abbiamo cacciati a pedate i francesi, i discendenti di quei prodi si sono invece asserviti allo straniero a suon di sacchi di Euro e poltrone.

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