ADDIO TRA CINQUE ANNI - Carlos Ghosn (foto sopra) potrebbe lasciare la sua carica di amministratore delegato e presidente del gruppo Renault Nissan entro il 2017. A riportare la notizia è l'autorevole Automotive News che cita le parole Koji Okuda, un portavoce della casa giapponese: “dobbiamo prepararci per una possibile sua uscita di scena entro i prossimi 5 anni”. Stando alle indiscrezioni, il top manager brasiliano, oggi 58enne, dovrebbe lasciare la poltrona di comando proprio al termine dell'attuale piano industriale, varato l'anno scorso: dovrebbe portare a conquistare l'8% per mercato mondiale, il 10% in Cina, far crescere i profitti dell'8% e ridurre i costi del 5% ogni anno.
NOMINE DALLA RENAULT? - Stando alle indiscrezioni, lo stesso Ghosn dovrebbe chiarire la posizione sul suo futuro in occasione del prossimo incontro con gli azionisti, fissato per il 26 giugno. Un manager della Nissan, che ha chiesto di restare nell'anonimato, avrebbe già indicato in Carlos Tavares, numero due alla Renault, e Dominique Thormann, direttore finanziario della casa francese, i più accreditati successori di Ghosn.
UN DRAGO CON I NUMERI - Alla guida del gruppo Renault Nissan da 13 anni, Carlos Ghosn è entrato nel management della Renault nel 1996 come vicepresidente esecutivo, dove si è messo in mostra riuscendo a recuperare in tre anni 3 miliardi di euro “tagliando” i costi superflui dell'azienda. Nel 1999, con la Renault che acquista il 44% della disastrata Nissan, viene promosso prima direttore esecutivo e poi presidente e amministratore delegato del costruttore giapponese per i risultati finanziari ottenuti. Grazie anche di una pesante riorganizzazione aziendale che ha portato in Giappone alla chiusura di 3 fabbriche su 7 e il taglio di 21.000 posti di lavoro, Ghosn ha ribaltato i conti della Nissan: se alla fine del 1999 aveva perdite per 6,7 miliardi di euro, un anno dopo generava profitti per 3,2 miliardi, fino a raggiungere il picco di oltre 5 miliardi del 2006. Come tutti i comuni mortali, anche Ghosn ha dovuto fare i conti con alcuni insuccessi. Nel 2006 non è riuscito a portare a termine un'allenza con la General Motors, mentre l'anno scorso ha dovuto fare pubbliche scuse per aver licenziato in tronco tre top manager della Renault per la falsa accusa di aver venduto informazioni riservate alla concorrenza cinese (leggi qui per saperne di più).




