Da tempo alcuni costruttori europei, con in testa Stellantis e Renault (qui per saperne di più), chiedono che anche in Europa venga introdotta una nuova categoria di vetture, paragonabile alle kei car giapponesi. L’idea ha trovato l’appoggio della politica, che con le parole della presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha aperto all’e-car che fosse “ecologica, economica ed europea”.
Per fare un parallelismo, si potrebbe assegnare alle future e-car un ruolo simile a quello che nel secondo dopo guerra hanno avuto per esempio la Fiat 500 in Italia o la Citroën 2CV in Francia: se queste furono in grado di motorizzare delle nazioni grazie ad automobili economiche e affidabili, le e-car avrebbero il compito di “democratizzare” definitivamente l’auto elettrica.
Dal confronto tra le istituzioni e l’industria automobilistica sta così nascendo una nuova categoria normativa di veicoli, che si posizioni tra i quadricicli a motore (di categoria L6e) e le automobili tradizionali e che possano elettrificare in modo più capillare il parco auto circolante.

Tali vetture dovrebbero essere vendute a un prezzo competitivo, al di sotto dei 15.000 euro. Data la complessità normativa è ipotizzabile che le prime e-car difficilmente vedranno la luce prima della fine del decennio. Le prime case a lanciarle potrebbero essere proprio Stellantis e, soprattutto, Renault, che potrebbe sfruttare la partnership con la Nissan che produce in Giappone diverse kei car.
Le specifiche di questa nuova categoria di automobili sono ancora in discussione, ma di certo dovrebbe trattarsi di vetture esclusivamente elettriche, con limiti di potenza, dimensioni e peso. Stando alle prime informazioni filtrate queste sono alcune delle caratteristiche che le e-car dovrebbero rispettare per entrare in questa categoria:



























































































