INIZIA LA LENTA RIPARTENZA - L’Italia comincia finalmente a respirare. Come annunciato nel decreto approvato dal governo pochi giorni fa, a partire da lunedì 26 aprile torneranno a essere introdotte le zone gialle, quelle che consentono alla maggior parte delle attività di riaprire, bar e ristoranti compresi. Ma questa non è l’unica novità: torna infatti a essere consentita la mobilità tra le regioni, anche per chi vive in un territorio collocato in zona arancione o rossa, ma in quest’ultimo caso secondo regole ben precise da rispettare.
TORNANO LE ZONE GIALLE - Sono diverse le Regioni che possono finalmente tornare in zona gialla, provvedimento atteso da molti Governatori anche per permettere all’economia di rifiatare dopo mesi di restrizioni. Secondo l’ordinanza firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza, il provvedimento riguarda Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto, Piemonte. Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche, Campania, Molise.
LE REGIONI IN ARANCIONE E ROSSO - Più ristretto quindi il numero dei territori che sono costrette a dover sottostare a restrizioni più rigide. In zona arancione sono state collocate Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. L’unica a restare in zona rossa è la Sardegna, decisione che non può che fare sensazione visto che a inizio marzo l’isola era stata l’unica a sperimentare la zona bianca, quella più simile alla situazione pre pandemia.
RESTA IL COPRIFUOCO - Resta in vigore a livello nazionale il coprifuoco, attivo dalle 22 fino alle 5 della mattina successiva. L’idea è però di tornare a ridiscutere la decisione tra un paio di settimana se i dati epidemiologici dovessero essere confortanti.
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