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L’Italvolt è in crisi, mentre in Germania la Northvolt riceve l’aiuto dello stato

Pubblicato 08 gennaio 2024

Importante battuta d’arresto per la gigafactory italiana di produzione di batterie per veicoli elettrici, che sembra sempre più lontana. Si farà invece in Germania.

L’Italvolt è in crisi, mentre in Germania la Northvolt riceve l’aiuto dello stato

NON SI FARÀ - Si allontana sempre più l’idea di realizzare in Italia una delle più grandi fabbriche di batterie in Europa. L’Italvolt è infatti formalmente in crisi e la società di Lars Carlstrom è stata ammessa dal tribunale di Milano “al procedimento unitario di composizione della crisi, in vista della presentazione di un piano di concordato”. Lo ha riportato nei giorni scorsi Milano Finanza, facendo notare che, alla fine del 2022, Italvolt aveva debiti per 5,5 milioni di euro a fronte di un attivo di quasi 10 milioni. Tuttavia, lo scorso marzo, si segnalavano perdite non ripianate di oltre 3,8 milioni di euro, “coperte abbattendo il capitale senza dar seguito a una prevista ricapitalizzazione di 20 milioni”. A queste difficoltà si è aggiunta la domanda da parte del collegio sindacale per l’apertura della liquidazione totale e la messa in mora dell’azienda da parte della Pininfarina, che aveva firmato il progetto per la gigafactory. 

italvolt rendering 4

> Nei disegni l'aspetto di quella che dovrebbe essere la fabbrica della Italvolt.

IL PROGETTO NON SI FERMA - L’impianto avrebbe dovuto nascere sulle ceneri dell’ex polo Olivetti di Scarmagno, in provincia di Torino, ma una rete elettrica della zona non adeguata aveva spinto a cercare un territorio diverso. Carlstrom ha quindi deciso di presentare l’istanza per la procedura accordata dal tribunale milanese con l’obiettivo di far proseguire il suo progetto in Italia. “È ferma la volontà del socio di maggioranza di voler proseguire l’attività, avendone le concrete possibilità ed essendo inalterate le aspettative di nuova finanza, in quanto vi sono forti segnali degli investitori che confermano la loro totale volontà di portare a termine il progetto della gigafactory, così come richiesto oggi dal mercato dell’energia”, hanno scritto i legali dell’Italvolt nelle carte depositate in tribunale.

italvolt rendering 5

AIUTI DI STATO - E mentre in Italia l’Italvolt subisce una frenata, un'azienda con gli stessi obiettivi, la Northvolt, ottiene l’approvazione da parte dell’Unione Europea per aiuti di Stato da parte della Germania per un totale di 902 milioni di euro (di cui 700 milioni di sovvenzione diretta e 202 milioni di garanzia). Tali fondi serviranno per costruire un impianto di produzione di batterie per veicoli elettrici nel nord della Germania. Secondo la Commissione Europea, la nuova fabbrica accelererà la transizione verde nei 27 paesi dell’Unione, riducendo la dipendenza dai carburanti fossili. Senza l’aiuto tedesco, la Northvolt avrebbe costruito lo stabilimento negli Stati Uniti grazie alle norme contenute nell’Inflaction Reduction Act. La costruzione dell’impianto inizierà nella città di Heide nel 2026 e raggiungerà la piena operatività nel 2029: avrà una capacità annua di 60 Gwh, vale a dire potrà produrre batterie in grado di alimentare da 800.000 a 1 milione di veicoli elettrici all’anno.



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Ritratto di Oxygenerator
8 gennaio 2024 - 16:33
Non ci sono zone in Italia con la rete elettrica a posto per poter costruire la fabbrica ? Se un domani non produciamo piú neanche le batterie, siamo a posto…..
Ritratto di Oxygenerator
8 gennaio 2024 - 22:38
Non ho capito cosa è successo al messaggio. La domanda è : perche un’azienda che si chiama ovunque northvolt, in Italia, si deve chiamare italvolt ? Che senso ha, visto che è la stessa azienda, con lo stesso proprietario ?? Perchè il cambio di nome ?
Ritratto di Gordo88
8 gennaio 2024 - 23:14
1
Sarà perchè non si tratta di quel gruppo bensì deriva dal fondatore di britishvolt..
Ritratto di Oxygenerator
8 gennaio 2024 - 23:36
Ma la proprietà è di Lars Carlstrom. In tutti i casi. Perchè quindi cambiare nome in un solo paese in Europa ? L’Inghilterra è extra europea. Non capisco se è piaggieria o se ci prendono per il kubo.
Ritratto di Gordo88
9 gennaio 2024 - 11:23
1
Non so che jnfo hai tu ma a me pare che la proprietà di northvolt non sia la stessa..
Ritratto di Giuliano Della Rovere
9 gennaio 2024 - 15:17
Infatti, ci sono delle assonanze, ma i fondatori della Northvolt sono Peter Carlsson (non Carlstrom) e Paolo Cerruti. Già, c'è un ingegnere italiano ai vertici della compagnia.
Ritratto di Gordo88
9 gennaio 2024 - 16:46
1
D' altronde oxy non è nuovo a prendere dei granchi..
Ritratto di Oxygenerator
9 gennaio 2024 - 17:59
No. Nessuna. Dall’articolo di al volante si poteva desumere che fosse lo stesso proprietario. Poi rileggendolo, mi sono accorto che c’è la frase “ un’azienda con gli stessi obiettivi, la Northvolt” ……
Ritratto di Kevin Alv
8 gennaio 2024 - 23:14
Ti invito ad informarti bene su questo progetto e su questo personaggio: la realtà è che aveva scelto Scarmagno perché puntava ad ottenere finanziamenti per rilanciare il polo produttivo "ex-Olivetti" (ma questa non era una scelta strategica o affettiva: era una leva per ottenere finanziamenti, immaginava che in tanti gli avrebbero consegnato denari per fare ripartite "un sogno" , una bellissima fabbrica che oramai è un sito di archeologia industriale) - quando capì che non tirava una buona aria saltò fuori la storia della rete elettrica inadeguata (che un qualunque progetto preliminare avrebbe potuto mettere il luce prima di avviare mirabolanti progetti e rendering della nuova fabbrica!) - ma se anche fossero state realizzati 3 nuovi elettrodotti , il mese dopo si sarebbe aperta la crisi "in zona manca un giacimento di litio" e, se anche si fosse trovata una miniera di litio nella Dora Baltea, tutto si sarebbe fermato per il problema " quando costa questo cobalto!"... Meglio perdere che trovare un personaggio così!! piuttosto, perché in pochi si sono domandati: perché non è stato collocato qui un centro di ricerche sperimentali sulla filiera dell'idrogeno?
Ritratto di Oxygenerator
9 gennaio 2024 - 08:05
Mi scusi. Ma il suo ragionamento sarebbe valido se il su citato personaggio si fosse comportato ovunque così. Non sembrerebbe, visto che in Germania il sito si farà. O i tedeschi, secondo lei, han preso un granchio ? L’idrogeno a detta di tutti gli studiosi è troppo energivoro. Al punto da divenire troppo costoso. Avevano presentato uno studio, una comparazione, su al volante, tra i costi energetici per costruire le batterie e l’idrogeno, e quest’ultimo era risultato il peggiore, ma di tanto. Tanto da far smettere la ricerca in alcune aziende automobilistiche. Abbiamo già i costi energetici piú elevati d’Europa, comprando l’energia all’estero, se poi sperimentiamo la costruzione dell’ idrogeno, con i costi che comporta, la nostra spesa per l’energia schizza alle stelle. Non so neanche se sostenibile per noi. Se è costoso per paesi che possiedono l’energia atomica in casa, chissà per noi.
Ritratto di Kevin Alv
9 gennaio 2024 - 11:22
Anche se fosse vero che "in Germania lo finanziano" , sarà davvero reale quando sarà funzionante lo stabilimento (fino a quel momento l'unica realtà potrebbe essere che le sue attività di progettazione incassano i finanziamenti…) - in ogni caso se decidi di produrre batterie devi trovare una casa automobilistica che le adotti (perché, realisticamente, se prima non trovi dei clienti e non ti inserisci in una filiera industriale… ti trovareai con un bellissimo stabilimento, delle bellissime batterie… invendute!) - l'idea di iniziare a produrre e poi cercarsi clienti è folle, l'idea di cercarsi clienti fuori dal comparto automotive per una "gigafactory" è rischiosissimo, e (per rispondere sull'idrogeno) si tratta di una tecnologia che difficilmente avrà sblocco sul mondo delle autovetture (forse qualche applicazione nel trasporto pesante, ma vedo comunque tanti rischi) , invece può rappresentare un'alternativa al metano (pensate per caso di sostituzione milioni turbine e di caldaie a gas con caldaie a legna e a pellet? Soffocheremo tutti sotto un particolato come nemmeno ad inizio '900 !!!)
Ritratto di Oxygenerator
9 gennaio 2024 - 11:26
Per il riscaldamento e il raffrescamento, la cosa migliore è il geotermico, a mio avviso.
Ritratto di Gasolone xv
9 gennaio 2024 - 12:31
Certo che in Germania lo fa... Gl i danno quasi un miliardo di euro a babbo morto alla faccia delle stronz@te Ue e delle regole di questa organizzazione di psicopatici nazisti del cazz@ , rigidi quando vogliono, con chi vogliono.
Ritratto di Oxygenerator
9 gennaio 2024 - 13:36
Le sovvenzioni che uno Stato decide di dare, non le decide mica tutte la UE. La Germania sovvenziona perchè ha un’azienda florida nell’automotive. E cerca di mantenerla tale. L’Italia ha venduto tutto il reparto industriale legato all’auto, ha costi energetici alti e quindi probabilmente non crede nell’investimento. A mio avviso, sbagliando. Magari, alla fine, no.
Ritratto di Giuliano Della Rovere
9 gennaio 2024 - 14:18
La Commissione UE ha approvato il finanziamento perchè il settore è ritenuto fondamentale per accelerare la transizione e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. L'Italia sembra stare in Europa per collezionare marchi di qualità Dop e Igp, gli altri non hanno rinunciato al settore industriale.
Ritratto di NITRO75
8 gennaio 2024 - 17:17
Mi piace perchè, avrei detto, me lo aspettavo che si sarebbe arrivati a questo. Noi ci sbrodoliamo addosso con rendering in cui vengono spese ore ed ore di lavorazione per far comprendere a livello grafico (ma anche con plastici) cosa si vorrebbe fare e poi.......una volta fatto questo muore tutto lì. Ho ben paura che a Mirafiori ad esempio, si farà la medesima fine. Poco si recupererà, intendiamoci, ma chi ha le possibilità di comprare, secondo voi, acquisterà una vettura rigenerata, magari con 8/10 anni sul groppone? E poi il polo del recupero.....esistono già cari i miei amministratori delegati e politici tutti: si chiamano SFASCIACARROZZE e sono anni che esistono. Cavalcare l'onda della produzione di batterie era l'unico modo di produrre qualcosa in casa. Ora ci facciamo scappare anche questa. Siamo degli emeriti buffoni.
Ritratto di AZ
8 gennaio 2024 - 17:24
Dubito che la società fosse affidabile: gli investitori che desiderano continuare il progetto hanno i soldi o no? No money, no party. L'Italia dovrebbe finanziare progetti seri.
Ritratto di Oxygenerator
9 gennaio 2024 - 08:21
In Germania lo finanziano. Il progetto potrebbe essere “non serio” ? Non che la Germania non abbia mai “toppato” nella sua esistenza, ma noi, non è che siamo famosi per il nostro intuito sul futuro. Industriale o meno.
Ritratto di Lorenz99
8 gennaio 2024 - 17:29
VERGOGNOSO,SE NON È UN PAESE IN DECLINO QUESTO.... QUA PENSANO SOLO A TRUCCARE APPALTI, COSTRUIRE PONTI IN ZONE A RISCHIO SISMICO NON INDUSTRIALIZZATE, A SPARARE A CAPODANNO, FARE CONFERENZE E SVENDITE SOTTOBANCO CON SAUDITI, FRANCESI E CINESI. INVECE LA GERMANIA,VA OLTRE I RENDER E LE CONFERENZE STAMPA E DÀ LAVORO ALLE PERSONE. IN QUESTO CONTESTO,LA GENTE SE NE FREGA SE PER L'IMPIANTO C'È STATA QUALCHE MAZZETTA ALMENO SI CREA LAVORO. MA DA NOI NULLA TOTALE , AL MASSIMO SI AMBISCE AD APRIRE OSPEDALI SENZA PERSONALE PER POI CHIUDERLI POCO DOPO.NEGLI ANNI 90 SI È CREATO DEBITO PUBBLICO E LAVORO, MA OGGI SOLO SULLA PRIMA VOCE SIAMO BRAVI. IL PROBLEMA DELLA RETE ELETTRICA È RIDICOLO, DEL RESTO ANCHE INTERNET FUORI DA MILANO E ROMA È LENTISSIMO DA NOI. CHISSÀ PERCHÉ NESSUNO FA FIGLI QUA IN ITALY...
Ritratto di Check_mate
8 gennaio 2024 - 20:54
C’è poco da commentare. Può cambiare la tematica, ma non l’esito. Ecco la differenza tra una nazione ad alta produttività ed una a produttività pressoché nulla. E ci meravigliamo pure se gli stipendi non cambiano da 30 anni.
Ritratto di Trattoretto
8 gennaio 2024 - 23:33
Neanche il tempo di posare la prima pietra ...
Ritratto di CR1
9 gennaio 2024 - 04:59
Da noi fa più notizia Chiara Ferragni indagata per truffa ( che secondo me tutti lo fanno) . MOlti e tanti hanno descritto questo sign. Lars un truffatore , ma non è stato indagato . Che sia stato in " cerca" di fortuna? Per costruire batterie ci vogliono ottimi ingegneri e tanti soldi x macchinari e soprattutto bisogna poi venderle , Northvolt avvantaggiata da vw . Prima di partire alla grande (produzione) avrebbe dovuto proporre una batteria eccellente , ed avrebbe trovato clienti
Ritratto di Jimgoose
9 gennaio 2024 - 07:41
Altro furbacchione che pensa di replicare elon ma non si rende conto che è in ritardo di anni,e non sempre investitori e governi o governicchi sono fessi,vedremo se i tedeschi poseranno la prima pietra nel 2026 o ci sarà il colpo di scena..
Ritratto di Tistiro
9 gennaio 2024 - 08:26
La produzione di batterie costa molta energia, molte materie prime, poca manodopera. In italia abbiamo poca energia, nulla materie prime e tanta manodopera. Fa figo dire abbiamo la fabbrica di batterie...però non so quanto sia conveniente qui da noi. La germania "dona" un miliardino per far partire la produzione...vedremo
Ritratto di Pinuccio62
9 gennaio 2024 - 10:37
....con l' andazzo (e prezzi) attuale delle auto elettriche devono poi trovare i compratori di tutti sti frullatori.
Ritratto di Sdraio
9 gennaio 2024 - 11:39
Tanto la domanda di batterie è già in calo... quindi dove le piazzi ste aziende falliscono... la Britishvolt è stata la prima a fallire... piano piano tutti gli andranno dietro... xkè l'ibrido e il full electric sono un flop che solo i ciechi non vedono.
Ritratto di Newcomer
9 gennaio 2024 - 15:17
Soldi pubblici buttati in progetti che non hanno futuro

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