Della vecchia ha solo il nome

La nuova Mitsubishi Space Star eredita il nome di una precedente monovolume della casa, ma in realtà si tratta di una vettura completamente diversa. La nuova Mitsubishi Space Star (che debutterà a luglio sul mercato italiano) è una lunga 371 cm (la vecchia ne misurava 405), e sarà disponibile solo con motori a benzina (1.0 e 1.2) e carrozzeria a 5 porte. La linea è piacevole ed equilibrata, ma non presenta tratti originali. Non rinuncia, comunque, a un pizzico di grinta: la fiancata (caratterizzata da una scalfatura sopra le maniglie delle portiere) ha un andamento a cuneo, e dalla sommità del lunotto “spunta” uno spoiler. Sarà disponibile in due allestimenti, di cui la casa non ha ancora svelato i nomi e l’equipaggiamento nei dettagli. È stato anticipato, però, che già la 1.0 “base”, che abbiamo guidato, avrà di serie il “clima” a regolazione manuale, l’Esp, sei airbag, la radio e il dispositivo Start&Stop.
Particolari “economici”
L’abitacolo, decisamente sobrio, stupisce per la quantità di spazio: dietro, nella nuova Mitsubishi Space Star stanno comodi anche due adulti. I centimetri per le gambe, in particolare, non mancano: si va da 15 (con i sedili anteriori completamente arretrati) a 40. La plancia è in plastica rigida, ma gli assemblaggi sono curati (non si avverte nessuno scricchiolio) e la consolle centrale, in plastica lucida, fa un bell’effetto. I pannelli delle portiere, però, sono privi di inserti in tessuto e fissati con viti a vista. Il baule non è male per la categoria, ma la soglia di carico è un po’ alta (75 cm da terra) e occorre fare i conti con un gradino di 15 centimetri tra il bordo inferiore dell’apertura del vano e il fondo.
A dieta per bere meno

Il motore 1.0 a tre cilindri della nuova Mitsubishi Space Star ha una buona potenza (71 CV) e, secondo la casa, i “numeri” sono da vettura abbastanza brillante: accelerazione da 0 a 100 km/h in 13,6 secondi e velocità massima di 172 km/h. In realtà, però, l’impressione è che la vettura sia piuttosto “pigra” e non a suo agio in montagna, dove bisogna insistere molto con le marce basse (il motore ha poca spinta), compromettendo anche il comfort acustico (se “spremuto”, il 3 cilindri diventa rumoroso). Tuttavia, la vettura si prende la rivincita quando si parla di consumi. Complici il peso ridotto (845 kg) e l’aerodinamica curata (il Cx è di 0,27), la percorrenza dichiarata dal costruttore è di ben 25 km/l in media. Al termine del nostro test il dato ci è parso un po’ lontano dal vero, ma stando all’indicatore dei consumi nel cruscotto, abbiamo realizzato medie (tra 17 e 18 km/litro) comunque interessanti per una vettura di questo tipo. Il cambio a cinque marce è ben manovrabile e il pedale della frizione è davvero leggero, tanto da non affaticare nemmeno dopo un uso intenso. La guida della nuova Mitsubishi Space Star in città è piacevole: merito del ridotto raggio di volta (solo 4,6 metri), dello sterzo molto leggero (ma poco preciso, specie in velocità) e della buona visibilità. Più che apprezzabile la capacità di assorbimento delle asperità da parte degli ammortizzatori, che, come conseguenza, si rivelano un po’ troppo morbidi quando si forza il ritmo nei percorsi misti. Considerando però il tipo di utilizzo a cui è destinata la vettura, non ci si può lamentare.
Arriverà anche a gas
La versione 1.0 della Mitsubishi Space Star (prevedibilmente la più richiesta, secondo la casa) sarà affiancata, sin dal debutto, da una 1.2 da 80 CV, con il cambio manuale e a variazione continua dei rapporti. La vettura sarà nelle concessionarie a luglio, e nel corso dell’anno arriveranno anche le versioni a doppia alimentazione (benzina e Gpl).
Secondo noi
PREGI
> Dotazione. Già la “base” avrà di serie il climatizzatore, la radio e l’Esp.
> Maneggevolezza. Complice il ridotto diametro di sterzata e lo sterzo leggero, è a suo agio anche nei centri storici delle città.
> Spazio. Molto buono in rapporto alle dimensioni della vettura.
DIFETTI
> Motore. Un tre cilindri poco vivace e un po’ rumoroso quando viene sfruttato.
> Finiture. Alcuni elementi sono trascurati, in particolare i pannelli delle portiere.
> Sterzo. Un po’ “vago” e impreciso nella risposta.