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I marchi cinesi di auto all’attacco del segmento premium in Europa

Pubblicato 19 ottobre 2026

Dopo aver sottratto clienti ad Audi, BMW e Mercedes in patria, ci provano anche nel Vecchio Continente. Ci riusciranno?

I marchi cinesi di auto all’attacco del segmento premium in Europa

LA SFIDA DEL LUSSO

Dopo aver trovato spazio nel mercato generalista, i costruttori cinesi (che ormai rappresentano il 10% delle vendite nel mercato UE) alzano il tiro e puntano alla fascia alta del mercato europeo. Al Salone di Parigi 2026, diversi marchi hanno mostrato le proprie ambizioni, presentando modelli destinati a confrontarsi direttamente con le proposte delle tre “sorelle” tedesche del segmento premium. Aito, Avatr, Denza, Li Auto, Zeekr: sono i nomi delle case che stanno preparando il loro ingresso o l’ampliamento della gamma nel Vecchio Continente.

In Cina diverse di queste aziende sono già riuscite a sottrarre clienti ad Audi, BMW e Mercedes, facendo leva sull’elettrificazione e su tecnologie digitali sempre più sofisticate. Tuttavia ripetere lo stesso percorso in Europa potrebbe essere più complicato, visto che prestigio di un marchio ha un peso particolare e non si costruisce soltanto con un buon prodotto.

LA TECNOLOGIA NON BASTA

Le nuove arrivate si presentano con abitacoli curati, schermi di grandi dimensioni, sistemi di assistenza all’avanguardia e motori elettrici o ibridi ricaricabili. In alcuni casi, anche i prezzi sono ambiziosi: la grande suv ibrida ricaricabile Zeekr 9X parte in Italia da 122.610 euro, più della BMW X7 e della Mercedes GLS, che hanno entrambe un listino che apre a poco più di 115.000 euro, ma anche dell’Audi Q9, venduta da 116.900 euro.

Una strategia che punta a dimostrare come questi modelli non vogliano essere semplicemente alternative meno costose. Il problema dal punto di vista dei marchi cinesi è che, a parità di prezzo, un cliente europeo molto probabilmente preferirà un marchio conosciuto, con una storia consolidata e una rete di assistenza già radicata. Secondo gli analisti, le tre tedesche raccolgono insieme circa tre quarti delle vendite premium in Europa e anche costruttori affermati come Lexus, Alfa Romeo e Maserati faticano a conquistare quote importanti.

Inoltre la maggiore ricchezza tecnologica delle auto cinesi non garantisce un vantaggio destinato a durare per sempre: i marchi tedeschi stanno aggiornando rapidamente i propri modelli, rendendo disponibili dotazioni che fino a poco tempo fa erano prerogative di poche vetture.

IL NODO DEI FINANZIAMENTI

Un ostacolo meno evidente, ma forse ancora più difficile da superare, riguarda le modalità di acquisto. In Europa circa il 70% del mercato premium passa attraverso il leasing aziendale: è un canale nel quale i costruttori tedeschi possono contare su strutture finanziarie consolidate e condizioni commerciali competitive.

Al contrario i nuovi arrivati non sempre riescono a proporre canoni altrettanto interessanti. Per un’azienda che deve scegliere le auto da assegnare ai propri dipendenti il prezzo di listino è solo un fattore da considerare insieme al valore residuo a fine contratto, ai costi di gestione e alla facilità di assistenza.

Proprio per colmare questo divario, il colosso BYD starebbe valutando di accelerare già dal 2027 lo sviluppo di un’attività finanziaria dedicata al suo marchio premium Denza. Anche la scelta di collaborare con gruppi di concessionari già presenti sul territorio, anziché costruire da zero una rete proprietaria, dovrebbe aiutare i marchi cinesi a guadagnare credibilità e a contenere i costi.

I MODELLI PREMIUM IN ARRIVO IN EUROPA

Nella gallery qui sotto le auto che dovrebbero debuttare nel 2027. 

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Ritratto di Nonmenefreganiente Dellevostreopinioni
19 ottobre 2026 - 12:17
prossimo step vorranno competere con gli africani sulla lunghezza del fringuello
Ritratto di zottto
19 ottobre 2026 - 12:48
:-) partita persa in partenza, è risaputo che gli asiatici ce l’hanno piccolo.
Ritratto di Road Runner Superbird
19 ottobre 2026 - 12:17
Per me no. Le auto cinesi vanno bene come auto dozzinali, indistinguibili tra loro e con marchi che spuntano come funghi, poco identificabili e memorizzabili. Chi acquista una vettura premium invece cerca anche il blasone e lo status symbol. In Cina i prodotti premium cinesi hanno il fattore patriottismo, cosa che qui ovviamente non hanno. Tra l'altro avete mai visto cinesi in Italia con auto cinesi?
Ritratto di Mauro1971
19 ottobre 2026 - 12:49
1
Devi capire che i cinesi in Italia oggi sono come gli altri immigrati..da piccoli vedevano certe auto..da adulti possono comprarle..il bimbo oggi uomo vedeva tedesche comprava tedesche..ma oggi..a Milano io già vedo con byd..il governo li minaccia se non lo fanno..tutta la loro comunità deve contribuire..nessun investimento estero e realmente privato..spesso sono solo dipendenti statali ..lo stato e le aziende stesse finanziano ogni loro negozio..il patto e comprare cinese...i turisti vanno in ristoranti gestiti da cinesi..e usano taxi privati guidati da cinesi .circa le auto..i tedeschi sono i veri colpevoli di questo disastro..e ne pagano le conseguenze...hanno trasferito tecnologia..come fecero IBM a Lenovo o Apple a foxcomm...
Ritratto di alvolanaftonee
19 ottobre 2026 - 12:44
4
Settore che non conquisteranno mai, dal momento non sanno il significato del buon gusto e della raffinatezza che nel lusso è fondamentale. Le loro auto Premium sono soltanto pacchiane e basta.
Ritratto di MXcinquista
19 ottobre 2026 - 14:22
2
Beh ma anche chi ha comprato premium negli ultimi anni non gli si può dire certo di avere un senso del gusto raffinato, soprattutto se si guardano le ultime Serie 7 e Classe S
Ritratto di giocchan
19 ottobre 2026 - 17:14
"non sanno il significato del buon gusto e della raffinatezza che nel lusso è fondamentale" credevo stessi parlando di Mercedes!
Ritratto di Kwisatzbg
19 ottobre 2026 - 13:33
Frequento forum e gruppi di possessori di premium cinesi e devo dire che di ex possessori di tedesche ne girano parecchi. Molti loro hanno tranquillamente dichiarato che non tornano indietro perché in definitiva non rilevano differenze tali da giustificare il prezzo maggiore delle auto teutoniche.
Ritratto di AZ
19 ottobre 2026 - 14:10
Se fanno così schifo, il rischio non c'è.
Ritratto di Alexspc79
19 ottobre 2026 - 14:23
14
Tutti sono marchi ottimi
Ritratto di ziobell0
19 ottobre 2026 - 15:14
la cosa davvero preoccupante è mercedes che propone quell'osceno suv AMG che pare disegnato per i gusti dei giostrai. Se questo è il premium europeo i cinesi hanno praterie libere...
Ritratto di Allami guccini
19 ottobre 2026 - 16:44
Auto tarocche già dalle foto. La denza davanti alla torre Eiffel quando li é tutta zona pedonale per decine di km², un forse pseudo fuoristrada in pista? e dai di fotoshop e AI.
Ritratto di Egirts
19 ottobre 2026 - 18:04
Ma se la torre eiffel è circondata da 4 strade??? Mai stato a Parigi mi sa. Hanno una strada a 4 o 6 corsie e poi 3 da 2 corsie.
Ritratto di ilariovs
19 ottobre 2026 - 17:12
Com'è successo in patria succederà altrove. Il premium è solo più complesso come meccanismo, ci vorrà più tempo ma se il gap resta quello odierno arriveranno in alto come segmento.
Ritratto di giocchan
19 ottobre 2026 - 17:13
Zeekr secondo me un po' di clienti se li porterà via... forse anche Xpeng. Su tutti gli altri, avrei forti dubbi...
Ritratto di Hondista99
19 ottobre 2026 - 18:01
Le auto cinesi hanno senso fino ai 30k/40k. Sopra di quella cifra lo status symbol diventa importante e il cliente certamente non si fa problemi a spendere 85k€ invece che 80k€.
Ritratto di Egirts
19 ottobre 2026 - 18:07
Chi critica i cinesi è per partito preso. Ora concordo sul fatto che non sappiamo se sono affidabili dopo 10 anni, concordo sul fatto che alcune non sono belle (per me) ma dire che dentro non sono lussuose significa non esserci salito dentro. E io che ci sono salito in un paio posso dire che sono allo stesso livello del trio tedesco. Che poi diciamolo pure, il Premium made in EU è finito 10-20 anni fa.
Ritratto di Fid3l
19 ottobre 2026 - 19:41
La previsione degli anni '80: In Italia, patria del design e della meccanica di precisione, si riteneva che la cultura manifatturiera cinese fosse del tutto priva di sensibilità estetica, capacità progettuale e precisione tecnologica. L'idea che un consumatore italiano o europeo potesse desiderare un bene ad alta tecnologia o un bene di consumo avanzato progettato in Cina era considerata irreale. La realtà: Oggi i prodotti tecnologici e di design di origine cinese sono ampiamente integrati nel quotidiano dei consumatori italiani ed europei, spesso riconosciuti per l'ottimo rapporto qualità-prezzo e per soluzioni tecnologiche all'avanguardia.
Ritratto di Flynn
19 ottobre 2026 - 20:10
2
Nel caso avrei comunque pronto un sacco di ceci, su cui inginocchiarmi davanti a una nota osteria di Mestre.
Ritratto di Gigiok
19 ottobre 2026 - 20:52
Poi vedi il video del supporto del pedale del freno che si spezza in una prova di frenata di emergenza su un ferro premium da 140.000 cucuzze e qualche domandina te la fai.. se poi il test lo fanno su tre auto dello stesso modello e tutte e tre rimangono senza pedale del freno le domande smetti di fartele..

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