STATO DI NECESSITÀ - Non sempre chi infrange il codice deve pagare la multa. Un esempio recente? Se si è in quarantena da Covid e si viene sanzionati per aver lasciato l’automobile in divieto di sosta durante il lavaggio delle strade o per lavori in corso (la multa è sui 50 euro, spese di spedizione incluse), è possibile annullare il verbale. Lo stato di necessità imponeva di restare a casa.
VALE IL CODICE PENALE - La quarantena, infatti, comporta una restrizione delle libertà personali nel periodo d’incubazione del virus, per monitorarne i sintomi e individuare tempestivamente un’infezione. Il provvedimento, adottato per ragioni d’igiene e sicurezza pubblica, rientra tra le fattispecie punibili dall’articolo 650 del codice penale. Ossia con l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro. Pertanto, se un vigile lascia un foglietto (privo di valore legale) sul parabrezza, cui seguirà la multa a casa, o se l’amministrazione vi invia il verbale, potete far annullare l’ammenda con un ricorso basato sull’obbligo di non muovervi. La vittoria è certa.
DUNQUE COSA FARE? - Attendete che la multa per divieto di sosta arrivi a casa: dopodiché, avrete 60 giorni per fare (gratuitamente) ricorso al prefetto competente per la città dove si è verificata l’infrazione. Tramite raccomandata con avviso di ricevimento. Nella lettera, professate la vostra innocenza per causa di forza maggiore: non potevate muovervi perché in quarantena. Che va provata: basta il certificato rilasciato dal vostro medico curante all’inizio del periodo di isolamento forzato. Fate anche un richiamo alla legge 689/1881 (articolo 4): non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o per necessità. E all’articolo 54 del codice penale: non è punibile chi ha commesso il fatto perché costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo di un danno grave alla persona. La vittoria è sicura: impossibile che il prefetto respinga il ricorso, raddoppiando così in automatico l’ammenda.
E SE VE L’HANNO PORTATA VIA… - Chi è sfortunato si vedrà portare via la macchina per divieto di sosta durante il lavaggio delle strade o lavori in corso: lì dove era prevista la rimozione forzata. In questo caso la situazione si complica. Di certo, dopo il vostro ricorso, il prefetto provvederà ad annullare la multa per divieto di sosta. Ma dovrete pagare il trasporto della vettura con il carro attrezzi e il deposito. I prezzi variano parecchio, ma di solito non scendono sotto i 200 euro. Se non vi vengono restituiti, potete fare ricorso al giudice di pace: basandolo sull’immotivato arricchimento del comune. Anche in questo caso le probabilità di vincere sono buone. Ma, per procedere, bisogna versare una tassa di 43 euro.