Una volta trovata la posizione, si può procedere ed accendere il motore. Il 2000 aspirato francese si accende senza incertezza, e il terminale a doppia uscita in acciaio, anche al minimo, fa sentire la sua voce autoritaria. Si parte con un filo di gas, e ci si sente alla guida di una "qualsiasi" 206, solo il suono che invade l'abitacolo e la rigidità delle sospensioni (che digeriscono a fatica buche e dossi) ci ricorda sempre su quale leoncino siamo seduti. Una volta portato in temperatura il motore, allora possiamo scatenarla. Dai 4000 giri fino ai 7500 del fondoscala la "piccola" 206 scatena un vero inferno sull'asfalto, sfoderando un allungo invidiabile e portandoci a velocità ben più alte dei limiti consentiti sulle nostre strade in pochissimi metri. Il suono aumenta esponenzialmente, ma non diventa mai fastidioso.
Il controllo di trazione (disinseribile per i più esigenti e spericolati) interviene a volte fin troppo invasivamente nelle curve, per placcare l'esuberanza della francesina. La tenuta è poi da record e per metterla in difficoltà bisogna seriamente impegnarsi, ma con i controlli di trazione inseriti non c'è da preoccuparsi pochi istanti e si riprende la retta via. Prestazioni da vera sportiva ma a che prezzo? Il prezzo di ogni singolo litro di benzina che si "sacrifica" ad ogni accellerata. La 206 RC non sfigurerebbe in una riunione di alcolisti anonimi, ed il benzinaio diventerà ben presto uno dei volti più famigliari. Anche ad andature civili, il computerino di bordo a stento vi mostrerà un consumo superiore ai 10km/l nel misto.