All’innovativo 1.4 MultiAir turbocompresso da 135 CV, questa versione della sportiveggiante due porte Alfa Romeo aggiunge il cambio robotizzato a doppia frizione TCT con palette al volante, che si può usare anche in automatico: aumenta la fluidità di marcia ma fa perdere un po’ di brio.
Posizione di guida | (1 vote) |
Cruscotto | (1 vote) |
Visibilità | (1 vote) |
Comfort | (1 vote) |
Motore | (1 vote) |
Ripresa | (1 vote) |
Cambio | (1 vote) |
Frenata | (1 vote) |
Sterzo | (1 vote) |
Tenuta di strada | (1 vote) |
Dotazione | (1 vote) |
Qualità/prezzo | (1 vote) |
Oltre al recente 1.4 MultiAir sovralimentato da 135 CV, la MiTo ha un motivo in più per trovare estimatori: è il cambio a sei marce TCT robotizzato a doppia frizione, che può funzionare sia in automatico, sia come sequenziale. Se si lascia fare all’automatismo, però, l’accelerazione risulta penalizzata: per avere il giusto brio, meglio innestare le marce usando le palette al volante oppure la leva nel tunnel. Discreta la dotazione della Distinctive, che ha di serie anche il “clima” manuale e i cerchi in lega leggera.
Questa “piccola” Alfa piace a chi desidera una compatta dal carattere deciso e sportivo e dai sofisticati contenuti tecnologici: il 1.4 Turbo MultiAir è privo delle tradizionali farfalle, e l’aria viene “dosata” direttamente dalle valvole di aspirazione. Ma in questa versione al posto del cambio manuale c’è il nuovo cambio robotizzato TCT a doppia frizione, che presto vedremo anche in altri modelli del gruppo Fiat.
Si può usare sia in modalità automatica, sia in modalità sequenziale. Lasciando fare all’automatismo la fluidità e la rapidità di funzionamento non deludono, ma le prestazioni non sono il massimo: se si accelera a fondo le marce vengono tirate al limitatore quando, invece, il motore dà il meglio 1500 giri più in basso. Così gli 8,2 secondi dichiarati dalla Casa per passare da 0 a 100 km/h restano un miraggio: in realtà ne occorrono ben dieci.
Per sfruttare al meglio l’erogazione del motore conviene, quindi, inserire le sei marce tramite le levette al volante (con quella di destra si sale di rapporto, con l’altra si scala). Così facendo lo “0-100” viene bruciato in 9,3 secondi, che, comunque, costituisce un risultato peggiore degli 8,7 secondi necessari all’omologa versione con cambio manuale a cinque marce. In alternativa alle “palette” si può usare la leva nel tunnel: per selezionare i rapporti basta muoverla leggermente avanti o indietro.
Le qualità stradali della MiTo sono note, come pure il sistema Dna che permette di modificare in senso più o meno sportivo la risposta di motore, freni, Esp e servosterzo. La Distinctive è l’allestimento più accessoriato che si può avere con questo motore e offre una discreta dotazione, che comprende anche il clima manuale e i cerchi in lega di 16” (che nella Progression si pagano a parte).
La plancia con finitura a “effetto fibra di carbonio” e la strumentazione sono comuni alle altre versioni della MiTo, e anche la posizione dei comandi è la stessa: poche, dunque, le critiche, riguardanti principalmente le manopole del “clima” e la levetta del sistema Dna, poste troppo in basso. Dietro le comode e avvolgenti poltrone anteriori non c’è molto spazio, e sul divano viaggiano sufficientemente comodi soltanto un paio di passeggeri, possibilmente non molto alti; a pagamento si può avere il quinto posto, ma è sacrificato. Superiore alle aspettative la capienza del baule, che, però, pecca di praticità.
Plancia e comandi
Come nelle altre MiTo, il rivestimento della plancia e dei pannelli delle porte ricorda la trama della fibra di carbonio. “L’arredamento” è gradevolmente sportivo e gli assemblaggi ben curati, anche se nella parte inferiore dell’abitacolo stona qualche dettaglio in plastica dura. Ben disposti i comandi, a eccezione di quelli del “clima”, che sono troppo in basso. Posizionato davanti alla leva del cambio, costringe ad allungare il braccio anche il manettino del sistema Dna (che serve a passare dalla modalità Normal a quella Dynamic, la più sportiva, oppure alla All Weather, dedicata alla guida su fondi a ridotta aderenza). Nel tunnel centrale c’è una presa Usb, ma manca un vano dove riporre un eventuale lettore mp3. Valido il cruscotto a quattro quadranti, con lo schermo del computer di bordo al centro.
Abitabilità
I piccoli finestrini fanno sembrare l’interno poco arioso, ma l’abitabilità non è male: i sedili davanti, piuttosto sagomati per trattenere bene il corpo in curva, sono accoglienti e comodi; peccato solo che le manopole per regolare lo schienale e il supporto lombare (optional) risultino troppo vicine alla porta. I posti sono quattro e dietro stanno comodi soltanto i passeggeri non troppo alti, visto che lo spazio per le gambe e sopra la testa non abbonda. L’omologazione per cinque è a pagamento e include il poggiatesta centrale e il divano frazionato; ma il posto centrale, comunque, è stretto. Pochi i ripostigli: oltre al cassetto davanti al passeggero è (provvisto di un vano portadocumenti ma poco capiente) ci sono solo i portabibita.
Bagagliaio
L’imboccatura è piccola, la soglia dista da terra ben 84 cm e per giunta forma un gradino di 34 cm rispetto al pavimento: stivare i bagagli grossi e pesanti è faticoso, anche perché i supporti della cappelliera sporgono parecchio. Fastidioso pure lo scalino che si forma quando, per aumentare la profondità disponibile, si reclina lo schienale del divano. In compenso la capienza è maggiore di quanto la forma della coda lasci immaginare, e farci stare le valigie per una vacanza in coppia (o per un weekend in quattro) non è un problema.
Il cambio automatico e lo sterzo leggero facilitano la guida nel traffico. Ma in manovra si soffre per la lentezza del cambio TCT nei continui passaggi dalla prima alla retromarcia e, inoltre, dietro, si vede poco: meglio acquistare i sensori. L’ambiente ideale per la MiTo sono le strade ricche di curve, dove impostando il Dna in Dynamic e azionando manualmente il cambio si possono sfruttare a fondo, e in tutta sicurezza, le qualità dell’assetto e del motore. Discreto il comfort in autostrada: le sospensioni sono dure ma il motore, che pure si fa sentire, ha una “voce” gradevole e coinvolgente.
In città
Con il Dna impostato su Normal lo sterzo è piacevolmente leggero, e il cambio automatico contribuisce in maniera decisiva a rendere piacevole la marcia nel traffico (grazie anche alla mancanza del pedale della frizione). Le manovre, però, risultano un po’ laboriose a causa della lentezza dimostrata dal cambio nei ripetuti passaggi fra prima e retromarcia (e, in qualche caso, il TCT va addirittura “in confusione”). Non aiuta neppure la forma del lunotto, che rende critica la visuale posteriore rendendo consigliabile la spesa extra necessaria per i sensori di distanza. Utile l’Hill Holder, che facilita le partenze in salita, tenendo automaticamente in azione le pinze frenanti per qualche istante.
Fuori città
La MiTo è aggrappata alla strada e ha un retrotreno che gli esperti di guida sportiva giudicheranno sin troppo “fermo”: se fosse un po’ più sensibile al rilascio dell’acceleratore aumenterebbe l’agilità, mentre evidentemente si è voluto privilegiare soprattutto la sicurezza. Naturalmente il massimo si ottiene regolando il Dna in Dynamic e attuando manualmente i cambi di marcia: il piacere di guida non manca e neppure l’efficacia, accentuata dal differenziale autobloccante elettronico che aiuta a “estrarre” rapidamente la vettura dalle curve. Il cambio TCT non penalizza i consumi, che risultano simili a quelli della versione manuale e, dunque, discreti (anche se gli ottimistici valori promessi dalla Casa sono lontani).
In autostrada
Le sospensioni sportive accentuano la precisione e la sensazione di sicurezza, ma penalizzano il comfort: i rattoppi dell’asfalto e le giunzioni dei viadotti provocano sgradevoli contraccolpi. Ciò non toglie che per essere una “sportivetta” l’Alfa Romeo MiTo si difenda bene anche nei lunghi viaggi: ha la giusta riserva di potenza e, dopo un rallentamento, basta premere l’acceleratore perché il cambio automatico innesti la marcia giusta per assicurare una ripresa vivace. Inoltre, il rombo del motore, pur percettibile nell’abitacolo, ha una tonalità piacevole e non dà fastidio.
I risultati ottenuti nei crash test EuroNcap sono di alto profilo, e la dotazione di airbag è al top della categoria: c’è anche quello che protegge le ginocchia del guidatore. Sorprende, però, che i fendinebbia si paghino a parte. La tenuta di strada è elevata e sorvegliare sulla sicurezza c’è l’Esp, la cui taratura è collegata all’impostazione del sistema Dna, e nella guida sportiva si può contare pure sul differenziale autobloccante elettronico. Tuttavia, i freni sono meno incisivi di quelli della versione con il cambio manuale.
Completa la dotazione di airbag, che oltre a quelli per la testa anteriori e posteriori comprende il “cuscino” per le ginocchia del conducente. Di serie, naturalmente, c’è anche l’Esp, tarato per vigilare senza troppo penalizzare la guida sportiva (la sua soglia di intervento varia a seconda di come si imposta il sistema Dna); a questo si aggiunge il differenziale autobloccante elettronico, che quando si accelera in uscita di curva evita lo slittamento della ruota interna e migliora la tenuta di strada. A pagamento si possono avere anche il regolatore elettronico della velocità, il sensore di pressione delle gomme o i fendinebbia; questi ultimi sono obbligatori se si acquistano i fari allo xeno. Dai crash test EuroNcap arrivano notizie positive: la protezione degli occupanti è stata valutata con cinque stelle (il massimo) e quella dei bambini ancorati a seggiolini Isofix con tre stelle, mentre alla salvaguardia dei pedoni in caso di investimento sono state assegnate due stelle.
Più che un’utilitaria compatta è una piccola coupé: alla linea sportiva abbina un carattere grintoso che trova riscontro nell’assetto e nel motore; in più, questa versione con il robotizzato TCT regala il piacere di inserire le marce usando le “palette” al volante: una pratica che rende giustizia alle prestazioni più di quanto accada lasciando lavorare il cambio in automatico. In linea con la filosofia della vettura anche la praticità, che non è eccezionale: il divano è sufficiente soltanto per due persone e l’eventuale terzo posto si paga a parte. Il prezzo è interessante, ma ad alcuni optional è difficile rinunciare.
L’assetto è quello giusto per divertirsi sui percorsi tortuosi, dove si apprezzano pure la prontezza e la progressività del 1.4 Turbo MultiAir. Il cambio robotizzato TCT aumenta il piacere di guida soltanto se utilizzato in modalità sequenziale, mentre in automatico “tira” inutilmente le marce e penalizza l’accelerazione; inoltre, è un po’ “incerto” nelle manovre in cui si alternano la prima e la retromarcia, ma in compenso non fa crescere i consumi di benzina, discreti in ogni condizione.
La MiTo è una sportiva anche in fatto di praticità: il bagagliaio, nella media per capienza, ha l’accesso scomodo, mentre l’abitabilità posteriore è sufficiente solo per due. La dotazione di serie è buona, ma è difficile fare a meno di accessori come i cerchi in lega di 17” (che migliorano l’estetica e la guidabilità), il “clima” automatico (da sostituire a quello manuale) o il quinto posto (che “dà diritto” all’utile schienale frazionato): il pure allettante prezzo di listino, dunque, va considerato come un punto di partenza.
Motore
È un “turbo” trattabile, ma la prontezza non manca e la progressione nemmeno, in particolare quando si imposta il Dna in posizione Dynamic. Per un’auto così va considerata un pregio anche la sonorità, che è grintosa ma disturba. Ragionevoli i consumi.
Posizione di guida
La poltrona è parecchio sagomata e trattiene come si deve nelle curve, ma non per questo è avara di spazio: risulta accogliente e comoda anche nei lunghi viaggi. Bene anche il volante, registrabile in altezza e in profondità.
Sterzo
Con il Dna in Dynamic è diretto, solido e preciso, dunque l’ideale nella guida sportiva. Ma quando si vuole guidare rilassati basta impostare la modalità Normal perché diventi leggero e poco affaticante in città.
Tenuta di strada
Fra le curve la MiTo TCT è stabile, precisa e sicura, ancor più con i cerchi di 17 pollici e le gomme maggiorate. Elevata anche la stabilità del retrotreno, sempre “incollato” all’asfalto e poco sensibile ai trasferimenti di carico.
Accelerazione
Se utilizzato in modalità automatica il cambio TCT non si dimostra perfettamente a punto e non rende giustizia alla grinta del motore: per una sportiva di questa potenza, 10 secondi per passare da 0 a 100 km/h sono troppi.
Baule
In fatto di capacità ha poco o nulla da invidiare alle rivali meno sportive, ma pecca di praticità perché ha la soglia alta da terra (e anche rispetto al piano di carico) e l’imboccatura piccola. E il divano frazionato si paga a parte in pacchetto con l’omologazione per cinque posti.
Partenze in salita
Il sistema antiarretramento si attiva automaticamente soltanto se la pendenza della strada è considerevole. Altrimenti, per evitare che la vettura indietreggi, va “aiutato” premendo a fondo il pedale del freno.
Visibilità posteriore
Nel definire lo stile della coda, i designer hanno pensato più al risultato estetico che alla funzionalità, e così dal rastremato lunotto si vede davvero poco: per fare manovra tranquilli è meglio acquistare i sensori di distanza.
VELOCITÀ MASSIMA | Rilevata | Dichiarata | |
in 6a a 5400 giri | 200,6 km/h | 207 km/h | |
ACCELERAZIONE | Secondi | Velocità di uscita | Dichiarata |
0-100 km/h | 10,0 | 8,2 secondi | |
0-400 metri | 17,2 | 131,4 km/h | non dichiarata |
0-1000 metri | 31,4 | 166,8 km/h | non dichiarata |
RIPRESA in Drive | Secondi | Velocità di uscita | Dichiarata |
1 km da 40 km/h | 29,3 | 167,3 km/h | non dichiarata |
1 km da 60 km/h | 27,9 | 168,0 km/h | non dichiarata |
da 80 a 120 km/h | 7,3 | non dichiarata | |
CONSUMO | Rilevato | Dichiarato | |
In città | 11,1 km/litro | 13,7 km/litro | |
Fuori città | 14,7 km/litro | 22,2 km/litro | |
In autostrada | 11,9 km/litro | non dichiarato | |
Massimo | 4,2 km/litro | non dichiarato | |
Medio | 12,8 km/litro | 18,2 km/litro | |
FRENATA | Rilevata | Dichiarata | |
da 100 km/h | 40,0 metri | non dichiarata | |
da 130 km/h | 67,3 metri | non dichiarata | |
ALTRI VALORI | Rilevati | Dichiarati | |
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica | 135 km/h | ||
Diametro di sterzata tra due marciapiede | 11,1 metri | 11,3 |
Cilindrata cm3 | 1.368 |
No cilindri e disposizione | 4 |
Potenza massima kW (CV)/giri | 99 (135)/5000 |
Coppia max Nm/giri | 190/4250- |
Emissione di CO2 grammi/km | 126 |
Distribuzione | 4 valvole per cilindro |
No rapporti del cambio | 6 (robotizzato a doppia frizione) + retromarcia |
Trazione | Anteriore |
Freni anteriori | Dischi autoventilanti |
Freni posteriori | Dischi |
Quanto è grande | |
Lunghezza/larghezza/altezza cm | 406/172/145 |
Passo cm | 251 |
Peso in ordine di marcia kg | 1135 |
Capacità bagagliaio litri | 270/950 |
Pneumatici (di serie) | 195/55 R 16 |
VELOCITÀ MASSIMA | Rilevata | Dichiarata | |
in 6a a 5400 giri | 200,6 km/h | 207 km/h | |
ACCELERAZIONE | Secondi | Velocità di uscita | Dichiarata |
0-100 km/h | 10,0 | 8,2 secondi | |
0-400 metri | 17,2 | 131,4 km/h | non dichiarata |
0-1000 metri | 31,4 | 166,8 km/h | non dichiarata |
RIPRESA in Drive | Secondi | Velocità di uscita | Dichiarata |
1 km da 40 km/h | 29,3 | 167,3 km/h | non dichiarata |
1 km da 60 km/h | 27,9 | 168,0 km/h | non dichiarata |
da 80 a 120 km/h | 7,3 | non dichiarata | |
CONSUMO | Rilevato | Dichiarato | |
In città | 11,1 km/litro | 13,7 km/litro | |
Fuori città | 14,7 km/litro | 22,2 km/litro | |
In autostrada | 11,9 km/litro | non dichiarato | |
Massimo | 4,2 km/litro | non dichiarato | |
Medio | 12,8 km/litro | 18,2 km/litro | |
FRENATA | Rilevata | Dichiarata | |
da 100 km/h | 40,0 metri | non dichiarata | |
da 130 km/h | 67,3 metri | non dichiarata | |
ALTRI VALORI | Rilevati | Dichiarati | |
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica | 135 km/h | ||
Diametro di sterzata tra due marciapiede | 11,1 metri | 11,3 |
Cilindrata cm3 | 1.368 |
No cilindri e disposizione | 4 |
Potenza massima kW (CV)/giri | 99 (135)/5000 |
Coppia max Nm/giri | 190/4250- |
Emissione di CO2 grammi/km | 126 |
Distribuzione | 4 valvole per cilindro |
No rapporti del cambio | 6 (robotizzato a doppia frizione) + retromarcia |
Trazione | Anteriore |
Freni anteriori | Dischi autoventilanti |
Freni posteriori | Dischi |
Quanto è grande | |
Lunghezza/larghezza/altezza cm | 406/172/145 |
Passo cm | 251 |
Peso in ordine di marcia kg | 1135 |
Capacità bagagliaio litri | 270/950 |
Pneumatici (di serie) | 195/55 R 16 |