Dammi il cinque!
Giusto 55 anni dopo la nascita della prima Mini arriva, per la prima volta, la
Mini 5 porte della piccola inglese: un “parto indotto” dal mercato, che per questa categoria di vetture vede prevalere nettamente (85% contro 15%) le versioni con accesso diretto ai sedili posteriori rispetto a quelle a tre porte. Questa Mini “lunga” dovrebbe però contribuire a “ribilanciare” un po’ questa proporzione, almeno nelle previsioni della casa, secondo cui non pochi clienti dovrebbero restare comunque fedeli alla versione più “classica” (quelli che erano tentati dalla maggior praticità hanno in gran parte già scelto la crossover Countryman). L’idea, in ogni caso, è di andare a “rubare” acquirenti alle Audi A1 Sportback, Volkswagen Polo e Peugeot 208. Ma anche di “convertire” chi prima avrebbe puntato a vetture più grandi, prime fra tutte la Golf.
Diamo i numeri
Presentata al pubblico al Salone di Parigi, la Mini 5 porte è di 16 centimetri più lunga (si parte da 398 cm da un paraurti all’altro) rispetto alla “sorella” più piccola. Di questi, sette sono rappresentati dall’aumento del passo (la distanza tra il centro delle ruote davanti e di quelle dietro), che si traduce in un maggiore spazio (5 cm in più) per le gambe di chi siede sul divano. Cresciuto anche il baule: 67 litri in più rispetto alla versione a tre porte oggi in listino (e, quindi, ben 118 in più rispetto alla precedente generazione). La capacità è così di 278 litri, espandibili fino a 941 reclinando le due frazioni del divano. E, a proposito di sedili posteriori, nella Mini a cinque porte possono ospitare fino a tre persone (in questo caso, un po’ strette…). L’accesso non è dei più comodi, visto che gli sportelli aggiunti sono piuttosto piccoli, ma una volta a bordo non si sta male. Più difficile, invece, apprezzare il centimetro in più in altezza, come pure è arduo accorgersi che le dimensioni del tetto sono identiche a quella della versione a tre porte: l’unico indizio arriva dal lunotto, più inclinato, che raccorda lo spoiler al portatarga posteriore.
Una gamma tutt’altro che… “mini”
Già ordinabile nelle concessionarie, la nuova Mini 5 porte avrà il suo lancio ufficiale nelle concessionarie con il weekend del 25 e 26 ottobre. Le prime versioni in consegna saranno le Cooper e Cooper S, con motori a benzina e a gasolio di 1,5 e due litri: si va dai 116 cavalli della Cooper D ai 192 della Cooper S. A questi propulsori, tutti turbo e a norma Euro 6, si affiancheranno già a novembre 2014 le versioni d’accesso One e One D, rispettivamente con un 1.2 sovralimentato da 102 CV e un 1.5 turbodiesel da 95 cavalli. Quest’ultimo è l’unico a non poter essere abbinato al cambio automatico a sei marce (da 1.750 a 1.900 euro in base alla versione): c’è soltanto manuale, ma con lo stesso numero di rapporti. Ovviamente non mancherà in futuro la variante John Cooper Works, ma ci sarà da attendere. Più grave invece il fatto che non sia prevista una versione per neopatentati con potenza di 75 cavalli (che, per la tre porte, è già a listino).
Un abitacolo tra passato e futuro
A bordo della nuova Mini 5 porte non mancano i riferimenti alla tradizione, a partire dallo strumento circolare al centro della plancia: oggi incorpora lo schermo del sistema multimediale che fa anche da navigatore (820 euro per quello “base”, 2.120 per la versione Professional con monitor di 8,8 pollici anziché di 6,5). Attorno, un anello a led che cambia colore in relazione alle impostazioni (ma può variare tonalità anche in base al numero di giri del motore). A led anche diverse luci dell’abitacolo, oltre ai fari (a richiesta, da 810 a 1.015 euro). Assurdo, però, che un'auto così moderna e costosa faccia pagare a parte la connessione Bluetooth per i cellulari (155 euro). Sfizioso, invece, il selettore alla base del cambio che modifica la taratura del motore e del cambio in base allo stile di guida: da Green (più parsimonioso) a Sport. Ordinando gli ammortizzatori a controllo elettronico (da 515 euro, introdotti con l’ultima generazione della Mini a tre porte), il sistema Driving Modes cambia la taratura anche di questi ultimi.
Inizia la prova
Dedichiamo il nostro test alla più sportiva Mini 5 porte Cooper S (sulla rivista, invece, troverete le impressioni di quella che dovrebbe essere la versione più diffusa, la Cooper D). Percorriamo qualche decina di chilometri inizialmente come passeggeri sul divano: l’accesso non è dei più agevoli (le porte sono piccole) e lo spazio per le gambe non è granché (da 5 a 31 centimetri, in base alla posizione delle poltrone anteriori). Meglio che sulla tre porte, ma pur sempre… mini. Impossibile poi pensare di “accomodarsi” sul posto centrale: il mobiletto (alto 32 centimetri) arriva a sfiorare la seduta. Viene il momento di mettersi alla guida: l’abitacolo sembra cucito addosso al guidatore. La seduta è bassa e avvolgente e il volante ben regolabile. Avviamo il motore e ne assaporiamo il piacevole rombo. Acceleriamo e il cambio automatico a sei marce (optional da 1.900 euro) si rivela rapido: non a caso il dato dichiarato per lo “0-100” (6,8 secondi) è di un decimo inferiore a quello con il cambio manuale (mentre la velocità massima “ufficiale” scende da 232 a 230 km/h). Nella modalità Sport e con i cerchi di 18 pollici (altri 1.230 euro) lo sterzo è pronto e diretto, anche se tra le curve questa Cooper S è più mansueta delle precedenti generazioni (a tre porte). Sfruttiamo anche la modalità Green, che regola il cambio e i sistemi ausiliari (incluso il “clima”) per ridurre i consumi: sul cruscotto leggiamo una media di 12,5 km/litro. Non male, anche se con il cambio automatico la casa ne dichiara 18,5…
Secondo noi
Pregi
> Guida. Anche se il precedente modello (a tre porte) era più “cattivo”, quest’auto resta sempre piacevole tra le curve.
> Motore. Ha un’ottima progressione e (“a pelle”) non ci è parso neppure troppo assetato.
> Tecnologia. I dispositivi elettronici non mancano: dalle sospensioni attive ai fari a led. Il prezzo, però, lievita…
Difetti
> Optional. Quest'auto non è certo regalata, specie in questa versione da quasi 28.000 euro. Eppure si paga persino la connessione Bluetooth...
> Quinto posto. La seduta al centro del divano è di fatto inutilizzabile (è stretta, e giusto davanti ha un grande mobiletto con portabibita).
> Versione per neopatentati. Per ora non ce n’è traccia: strano, per un’auto destinata così giovanile...