SEMPRE PIÙ IN ALTO - La magistratura tedesca che si occupa dello scandalo Dieselgate della Volkswagen punta sempre più in alto. L’ultima novità inerente l’indagine è infatti il coinvolgimento come imputati di due alti manager della casa. Uno è l’attuale presidente del consiglio di sorveglianza Hans Dieter Pötsch (nella foto) che ai tempi dei fatti al centro dell’inchiesta della magistratura era il direttore finanziario del gruppo (dal 2003 all’ottobre del 2015 (pochi giorni dopo lo scoppio dello scandalo).
PER LA CASA TUTTO È REGOLARE - La Volkswagen ha diffuso un comunicato che conferma il coinvolgimento dei due manager facendo il nome soltanto di Pötsch e ribadendo che secondo la sua opinione, basata su quella di esperti legali interni ed esterni, il vertice della casa ha sempre operato nel rispetto delle leggi tedesche sul mercato dei capitali. Detto questo la Volkswagen conferma la piena collaborazione sua e di Pötsch con i magistrati inquirenti.
QUATTRO MANAGER COINVOLTI - Il coinvolgimento di Pötsch e dell’altro per ora anonimo manager rappresenta un allargamento dell’inchiesta avviata nel giugno scorso dalla Procura federale di Braunschweig, competente per territorio sulle vicende Volkswagen. Fin da allora furono indagati i top manager Martin Winterkorn (allora capo del gruppo) e Herbert Diess.
QUESTIONE DI BORSA - L’ipotesi di reato alla base dell’inchiesta è la manipolazione dei mercati per vantaggi finanziari. In pratica la Volkswagen e i manager sono accusati di aver tenuto nascosto per parecchio tempo i rischi connessi con le contestazioni avanzate dall’ente americano dell’ambiente, ciò per proteggere l’andamento borsistico delle azioni del gruppo. Come noto, quando la vicenda venne poi a galla a metà settembre del 2015 i titoli Volkswagen precipitarono con perdite elevatissime.