Abbiamo già analizzato alcune delle truffe a cui gli automobilisti devono stare attenti quando sono in strada (qui per saperne di più), ma prima ancora di mettersi al volante l’auto bisogna comparala. E anche questo è un momento cruciale in cui è possibile andare incontro ad alcune truffe, che possono costare all’ignaro acquirente migliaia di euro. Queste sono le cose a cui bisogna maggiormente stare attenti quando si acquista un’auto.
La stessa auto ha un valore molto diverso in base a quanti chilometri ha percorso e quindi abbassare il totale segnato dal contachilometri può far guadagnare al venditore anche diverse migliaia di euro. L’operazione è illegale e configura un reato penale per il venditore, ma è più comune di quanto si pensi. Per scoprire la frode si può analizzare con attenzione lo stato di usura dell’auto (per esempio il consumo del tessuto sui sedili), verificare se c'è uno storico dei tagliandi e delle riparazioni e andare sul sito web il Portale dell'Automobilista per verificare le revisioni, nelle quali dovrebbe essere comunicato il chilomentraggio. È poi possibile generare un report sullo storico della vettura: online ci sono diversi servizi a pagamento (tipo CarVertical, Carfax, autoDNA, Vincario, Cebia) e prima di acquistare un’auto usata sarebbe bene controllare attraverso di essi che non ci siano discrepanze chilometriche.
Una graffio sulla carrozzeria è subito visibile, ma una riparazione fatta alla bell’e meglio può nascondere un grave incidente che ha portato a danni strutturali in grado di compromettere la sicurezza del veicolo. Un venditore onesto non nasconderà un incidente serio avuto dalla vettura in passato, ma se non lo fa l’unico modo per scoprirli è affidarsi anche in questo caso a un report sullo storico. È possibile chiedere anche al proprio assicuratore di fiducia (ammesso che se ne abbia uno e che voglia farci il favore) che può controllare nelle banche dati se l'auto ha subito incidenti.
Può capitare che sia lo stesso venditore a fornire all’acquirente un report stampato sulla storia del veicolo per mostrare la propria trasparenza. Il consiglio in questo caso è di non fidarsi troppo e di generare in autonomia un report, perché alcuni eventi importanti potrebbero essere stati omessi sul documento stampato.
Può capitare di imbattersi in annunci molto allettanti, con offerte spesso vantaggiose per il cliente rispetto a quanto offre generalmente il mercato. A questo punto il venditore potrebbe dire che l’auto è custodita in un luogo lontano e chiedere di ricevere il denaro prima della consegna della stessa, spesso mettendo fretta raccontando di diversi altri clienti che sono interessati all’acquisto. Una volta incassato il denaro, i truffatori rimuovono l’annuncio per scomparire nel nulla. Prima di dare denaro a uno sconosciuto assicuratevi che l’auto esista veramente.
Alcuni truffatori creano falsi siti web di concessionarie di automobili con annunci molto interessanti, copiando i portali di reti o marchi noti. Contattando il presunto venditore attraverso questi siti, spesso verrà chiesto anche in questo caso di pagare in anticipo, anche solo per riservare l’auto per qualche giorno in attesa di poterla vedere dal vivo. Ricordate che un affare troppo bello per essere vero generalmente non lo è, quindi fate attenzione a chi state inviando il vostro denaro.
Nonostante sia assolutamente legale importare un’auto dall’estero, l’importazione dovrebbe essere sempre dichiarata, anche se è avvenuta diversi anni prima: durante le operazioni transfrontaliere è infatti più facile far “sparire” alcuni danni o manomettere il contachilometri.
Le vetture utilizzate per i servizi di car sharing e i taxi presentano un’usura maggiore rispetto ai veicoli guidati normalmente da privati: le prime sono soggette a più avviamenti a freddo che rovinano il motore, i secondi hanno generalmente un chilometraggio molto elevato, con problemi frequenti all’impianto frenante e alle sospensioni. Il venditore dovrebbe comunicare all’acquirente l’utilizzo della vettura, ma non sempre ciò avviene.
Talvolta può capitare che un veicolo rubato finisca tra gli annunci di vendita sui portali specializzati. Se si compra un’auto rubata si perderà molto tempo nel tentativo di recuperare i propri soldi, senza alcuna garanzia di riuscirci. Per evitare brutte sorprese, anche in questo caso è bene richiedere un report storico del veicolo.
I truffatori possono richiedere pagamenti difficilmente tracciabili (per esempio contanti, ricariche PostePay o servizi come Western Union): questo deve essere un campanello d’allarme immediato, perché possono ricevere il denaro e sparire senza consegnare mai l’automobile. Ricordiamo che è possibile fare pagamenti in contanti legalmente solo fino a 5.000 euro. Occhio anche agli assegni circolari nelle compravendite fra privati: fate fare sempre una verifica alla vostra banca che il titolo di pagamento sia regolare prima di procedere al passaggio di proprietà. Da preferite è il bonifico istantaneo al momento della firma che non è revocabile e quindi è più sicuro dato che è possibile verificare subito il suo esito.